Avevano trovato il metodo per non pagare acqua, elettricità e gas: tutte le utenze domestiche erano gentilmente concesse ad uso gratuito dal Comune di Roma Capitale. Ufficialmente erano nullatenenti, ma nei campi nomadi autorizzati vivono dei veri e propri paperoni.
La Guardia di Finanza ha scoperto un vero e proprio tesoro da oltre 2 milioni di euro nella disponibilità di 20 persone di etnia rom. I finanzieri del Comando provinciale di Roma infatti hanno sequestrato denaro, titoli di credito, monili, collane e gioielli d’oro, un patrimonio “sproporzionato e non giustificato dai redditi dei rom che, invece, annoverano numerosi precedenti per gravi reati quali furto, ricettazione, rapina, porto e detenzione abusiva di armi, falsificazione di monete e false identità” spiegano i militari.
Sullo stesso fronte si è mossa anche la Polizia municipale di Roma che ha attivato le procedure per sanzionare “l’illecita percezione di pubbliche sovvenzioni”.
A coordinare gli interventi il vicecomandante Antonio di Maggio. “Sulla base della manifesta sproporzione fra il patrimonio posseduto ed i redditi dichiarati al fisco, nonché della conclamata pericolosità sociale dei proprietari, trattandosi di pregiudicati resisi responsabili, negli anni, di numerosi episodi criminosi” la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma ha emesso venti provvedimenti di confisca dei beni già sottoposti a sequestro.

