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Nuovo sgombero del Bencivenga: scritte minacciose contro Marchionne

La polizia ha sgomberato di nuovo il centro sociale Bencivenga, rioccupato dagli anarchici. Sui muri compaiono scritte minacciose contro il presidente del III Municipio Marchionne. Il ministro dell’Interno Piantedosi rivendica la linea dura: «Lo Stato non si lascia intimidire»

Nuovo sgombero del Bencivenga: scritte minacciose contro Marchionne

Ancora una volta. Il centro sociale Bencivenga Occupato, nel quartiere Nomentano, è stato sgomberato, di nuovo nelle prime ore del mattino. E’ successo lunedì 13 luglio. L’operazione, condotta dalla polizia su disposizione della Prefettura, ha riportato lo stabile sotto controllo dopo l’ennesima rioccupazione da parte del collettivo anarchico. Una scena già vista, ma che questa volta si è caricata di un ulteriore elemento di tensione: le scritte minacciose contro Paolo Marchionne, presidente del III Municipio, comparse sui muri dell’edificio e nelle strade circostanti.

Piantedosi rivendica la linea della fermezza

Secondo quanto ricostruito dal Corriere, gli agenti sono intervenuti all’alba, trovando lo stabile nuovamente occupato dopo il precedente sgombero. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato la linea di fermezza: «Lo Stato non si lascia intimidire», ha dichiarato, sottolineando che le operazioni proseguiranno ogni volta che si renderanno necessarie.

Ma il quadro si è complicato, secondo quanto riportato da Repubblica: durante l’intervento sono state individuate scritte ostili e minacciose rivolte a Marchionne, già nel mirino degli ambienti antagonisti per le sue posizioni sulla gestione degli spazi occupati. «Marchionne infame», «Ti veniamo a prendere», e altre frasi dello stesso tenore sono state fotografate e acquisite agli atti. Il Municipio ha espresso solidarietà al presidente, definendo le intimidazioni «un salto di qualità preoccupante».

Il Bencivenga era stato liberato poche settimane fa

Il Bencivenga, storica occupazione anarchica, era stato liberato poche settimane fa. Ma la rioccupazione è avvenuta quasi subito, in un clima di sfida aperta alle istituzioni. Gli attivisti, secondo le ricostruzioni, avrebbero tentato di riorganizzare attività e assemblee interne, ignorando i sigilli apposti dopo il primo intervento.

La Prefettura ha disposto un nuovo sgombero immediato, mentre il Viminale ha ribadito che la strategia non cambierà: «Ogni violazione sarà affrontata con decisione». Una linea che si inserisce nel più ampio contesto nazionale di interventi sugli spazi occupati, da Torino a Milano, con un crescendo di tensioni tra collettivi anarchici e istituzioni.

Nel quartiere, intanto, resta la preoccupazione per il clima che si è creato attorno alla figura di Marchionne. Le scritte, ritenute «gravemente intimidatorie», sono state rimosse nel corso della mattinata.