Tre concerti all’Olimpico e prezzi da capogiro sui siti di rivendita. Dopo l’esposto del Codacons scattano le verifiche dell’Antitrust
Per ascoltare gli Oasis a Roma potrebbe non bastare una smisurata passione per il britpop. Potrebbe servire direttamente un mutuo. Mentre Liam e Noel Gallagher si preparano a conquistare lo Stadio Olimpico il 26, 29 e 30 luglio 2027, sul mercato parallelo i biglietti vengono proposti a cifre capaci di far impallidire persino le rockstar: fino a quasi 10mila euro per un singolo ingresso. A quel prezzo, altro che Don’t Look Back in Anger: difficile non arrabbiarsi.
Il fenomeno ha attirato l’attenzione dell’Antitrust, che ha comunicato al Codacons di aver avviato accertamenti preliminari sulla rivendita online. Nessuna multa, almeno per il momento, e nessuna irregolarità ancora accertata. Ma sui prezzi astronomici si accendono i riflettori delle autorità.
Dal botteghino al mercato dei miracoli
L’associazione dei consumatori aveva individuato sui portali di secondary ticketing annunci con richieste comprese tra 5mila e 7mila euro, fino a sfiorare quota 10mila. Per comprendere le dimensioni del salasso basta un confronto: il pacchetto ufficiale più costoso, denominato Pre-Show Fan Experience, aveva un prezzo di 651,36 euro. Secondo il Codacons, il ricarico supera così il 1.400%. Praticamente, per acquistare un biglietto se ne pagano quindici.
Eppure, gli organizzatori avevano predisposto un sistema di vendita basato su registrazioni preventive e codici personali. Una procedura tutt’altro che semplice, che non ha impedito la comparsa immediata di offerte a prezzi esorbitanti. Il sospetto è che qualcuno abbia trasformato la reunion più attesa del rock britannico in una formidabile occasione di speculazione.
Sanzioni fino a 180mila euro e siti a rischio oscuramento
La normativa contro il bagarinaggio illecito prevede, per le violazioni accertate, sanzioni amministrative da 5mila a 180mila euro. Nei casi di vendita online possono scattare anche la rimozione degli annunci e, nelle situazioni più gravi, l’oscuramento delle piattaforme coinvolte. Le verifiche spettano ad Agcom, di concerto con l’Antitrust, ma la fase attuale è ancora preliminare. Prima delle eventuali sanzioni occorrerà quindi individuare condotte e responsabilità.
C’è poi il capitolo delle truffe. La Polizia postale ha già lanciato l’allarme su falsi codici d’accesso, messaggi ingannevoli e biglietti fantasma, raccomandando di affidarsi esclusivamente ai canali autorizzati. Perché spendere una fortuna non garantisce neppure di riuscire a entrare allo stadio.
Insomma, la reunion dei Gallagher promette tre serate memorabili. Sarebbe bello che a ricordarle fossero soprattutto gli spettatori, anziché le rispettive banche. E che gli Oasis tornassero a pensare alla loro priorità: cercare di fare buona musica. A spennare i fan ci pensa già qualcun altro.
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