Si allontana, almeno per il momento, lo “spettro” della liquidazione per il Teatro dell’Opera di Roma. Si e’ svolto in Comune un vertice tra l’assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli, il Sovrintendente Carlo Fuortes, e i raprresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials: le prime tre firme sindacali hanno sottoscritto l’accordo con Comune e Fondazione.
“Alla fine si raggiunto un accordo con la sottoscrizione di un verbale in cui le tre sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil con l’assessorato e la fondazione, che ribadiscono l’importanza del ruolo internazionale del teatro – ha aggiunto il Sovrintendente Fuortes – definisce un calendario per la definizione della nuova pianta organica e riconosce anche lo strumento del referendum tra tutti i lavoratori”.
“Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo. La sola Fials si è riservata una risposta. A questo punto c’è una grande maggioranza di lavoratori che condivide il piano. Seguirà un referendum dei lavoratori – ha spiegato al termine del tavolo di confronto l’assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli – La situazione era molto delicata e i tempi molto stretti. Oggi è stato un confronto molto lungo e intenso con un interesse da parte di tutti affinché l’Opera continui il suo percorso di risanamento”.
L’accordo contiene il riconoscimento da parte di Roma Capitale del teatro dell’Opera e quindi dell’investimento che il Comune fa sul teatro, ovvero 16,5 milioni. Si conferma poi la disponibilità dell’assessorato di aprire occasioni di confronto qualora fosse necessario mentre la definizione della pianta organica viene rinviata ad una data entro il 30 settembre.



