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Oscar, David, Palma d’Oro: ecco il pedigree della giuria che ha già vinto alla Festa del Cinema di Roma

Annunciati i giurati della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in scena nella Capitale dal 13 al 25 ottobre. Produttori, registi, sceneggiatori pluripremiati per il loro talento nelle kermesse cinematografiche di tutto il mondo

Oscar, David, Palma d’Oro: ecco il pedigree della giuria che ha già vinto alla Festa del Cinema di Roma
Il ritratto in bianco e nero di Monica Vitti del fotografo Sergio Strizzi. Lo scatto sul set del film “L’eclisse”di Michelangelo Antonioni è stato scelto per il manifesto della Festa del Cinema di Roma 2026

Può vantare una nomination al Premio Oscar ed una cinquantina premi internazionali per il film Corpus Christi, il regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa chiamato a ricoprire il ruolo di presidente di giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma, che torna nella Capitale dal 13 al 25 ottobre. Giurati di alto profilo quelli selezionati per giudicare i film in concorso quest’anno, vincitori di riconoscimenti per film, opere prime e documentari.

Oscar, David, Palma d’Oro: ecco il pedigree della giuria che ha già vinto alla Festa del Cinema di Roma
L’Auditorium Parco della Musica, la sede principale della Festa del Cinema di Roma

La giuria internazionale di Progressive Cinema

Film di finzione, animazione, documentari. Sono diciotto i titoli in gara nella sezione Concorso Progressive Cinema. Oltre al blasonato presidente, è in giuria l’attrice e produttrice Alice Braga, che si è fatta conoscere dal pubblico internazionale nel 2002 grazie al suo ruolo nell’acclamato City of God; l’abbiamo apprezzata che in Io sono leggenda, al fianco di Will Smith, nel remake di Predators con Adrien Brody e in Elysium accanto a Matt Damon. Tra i premi che ha incassato, quello condiviso con il cast vocale originale di Soul, premiato nel 2020 con l’Oscar Award come Miglior film d’animazione. Nella giuria anche l’attrice e poetessa giordana, palestinese e canadese Saja Kilani, che ha recitato nel film candidato all’Oscar La voce di Hind Rajab, lo sceneggiatore e regista Carlos Marques-Marcet – nomination agli EFA Discovery Awards e vincitore, tra gli altri, del Premio Goya al Miglior regista esordiente – ed il regista e sceneggiatore italo-americano Alessio Rigo de Righi, che ha raccolto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio per la Miglior Regia al Tokyo International Film Festival. 

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Dal sito romacinemafest.it, il pubblico in sala all’Auditorium Parco della Musica

La gara tra esordienti

Presieduta da Ludovica Rampoldi – nome di rilievo nel panorama del cinema italiano – la giuria del Premio Miglior Oper Prima Poste Italiane ha il compito di assegnare il riconoscimento agli esordienti, scegliendo tra 14 titoli selezionati. Se Rampoldi si è portata a casa il David di Donatello come miglior sceneggiatura de Il Traditore di Marco Bellocchio, oltre a candidature come Miglior esordio ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento – anche gli altri giurati possono annoverare importanti riconoscimenti nel loro curriculum. Due Premi César nel 2026 per la regista francese Pauline Loquès, e il Premio della Giuria Un Certain Regard al Festival di Cannes per lo sceneggiatore e produttore rumeno Corneliu Porumboiu che con il suo più recente lungometraggio, La Gomera – L’isola dei fischi, presentato in concorso nel 2019 a Cannes, ha venduto l’opera in cinquantasette Paesi.

Riconoscimenti ai docu

Per la sezione che esamina le opere che esplorano il cinema reale – quattordici sono i documentari in gara – il ruolo di presidente di giuria è stato affidato al regista Roberto Minervini, già vincitore di un David di Donatello nel 2014 per il suo docu Stop the Pounding Heart, ha vinto il Premio per la Miglior regia nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes nel 2024 per I dannati, film di finzione ambientato nel passato che unisce realismo e improvvisazione. Nella giuria dei documentari, la produttrice Andrea Queralt – che ha vinto l’Orso d’Argento alla Berlinale 2024 – e la regista argentino-britannica Jessica Sarah Rinland, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, dalla Menzione speciale al Festival di Locarno, al Premio per il Miglior film a DocumentaMadrid e lo Schnitzer Prize del MIT per l’eccellenza nelle arti.