Schermi alti fino a dieci metri, opere provenienti da oltre cento paesi di tutto il mondo. Le tre giornate della nona edizione di VerticalMovie 2026 – il primo Festival internazionale dedicato a video e cortometraggi in formato verticale – hanno inizio domani alla Casa del Cinema di Roma con un programma denso di proiezioni, incontri con esperti e masterclass e “Il formato, oramai, lo conoscono tutti” – ha detto l’ideatore del progetto Salvatore Marino nel corso della presentazione in Campidoglio – “Il cinema, quello, bisogna ancora sceglierlo”. E ha lanciato claim della kermesse 2026: Il cinema guarda in alto. Il messaggio è chiaro: esistono un nuovo punto di vista e una modalità di approccio all’audiovisivo consolidata perché: “Il verticale è un linguaggio d’autore” – ha sottolineato il patron della manifestazione – “Non l’orientamento accidentale di un dispositivo, ma una scelta di composizione, dove l’altezza sfida la larghezza, il corpo sfida l’orizzonte, l’intimità sfida il panorama”.
Da moda a mestiere
“Per un autore, il 2026 non è l’anno in cui il verticale è diventato di moda: è l’anno in cui si è trasformato in un mestiere”, ha spiegato Marino durante la conferenza stampa. Nuove forme, nuove modalità di creazione dipendenti dall’oggetto di cui non possiamo più fare a meno, il nostro mobile. Da qui la necessità di codificare la modalità verticale, riconoscendone presenza e rilevanza. Non più un modo per osservare un fenomeno, ma un’opportunità per conoscerne le caratteristiche, le tecniche, le applicazioni. “VerticalMovie nasce per essere il luogo in cui il formato che tutti stanno monetizzando viene trattato, prima di tutto, come cinema. Un luogo dove si difende l’autorialità, si forma chi girerà le opere di domani, si dà spazio al rischio, anziché alla formula; e dove, presto, quelle opere troveranno una casa che le custodisca oltre la serata. Non contro il mercato, ma dentro il mercato, con una domanda che le app non si pongono: e se il verticale, oltre a trattenerci, potesse dirci qualcosa?”.

AI, diritti umani e sostenibilità
Le opere in concorso sono divise per argomenti. Diritti umani, uguaglianza di genere, comunità LGBTQ+, minoranze etniche, disabilità nella sezione Vertical Voices; ambiente e sostenibilità nella Vertical Green. Sono in gara anche opere realizzate con l’Intelligenza Artificiale – nella sezione Vertical AI e prodotti a tema libero nella Vertical Open. Entrano nel concorso di questa nona edizione le opere di 5 filmaker selezionati a seguito di un percorso pratico di alta formazione dedicato a creativi emergenti desiderosi di esplorare le potenzialità narrative del cinema verticale. I partecipanti della sezione VerticalTalent Powered by Canon hanno avuto l’opportunità di realizzare il loro prodotto utilizzando gratuitamente la Canon EOS C50. “Sosteniamo una nuova generazione di autori, offrendo loro un accesso privilegiato a tecnologie e opportunità che consentano di trasformare la propria visione in contenuti di qualità professionale. Il nostro obiettivo è essere al fianco di chi contribuisce a scrivere il futuro della narrazione visiva”, ha detto Paolo Tedeschi, Head of Corporate Communications Canon Italia.

Non dipendenti, ma padroni dello smartphone
Si inizia con la masterclass La grammatica del cinema verticale, perché è necessario pensare prima di comporre e girare. Per i giovani che amano il cinema il passaggio obbligatorio è quello di diventare padroni del proprio smartphone. La prima giornata del festival prevede l’incontro con il regista Aldo Iuliano ed il regista e sceneggiatore Giuliano Giacomelli – entrambi docenti della DAM Academy – per conoscere la grammatica dell’immagine verticale attraverso un approccio concreto: lo smartphone, proprio perché è il gesto più naturale e quotidiano, deve rappresentare lo strumento che meglio di ogni altro può abitare il 9:16, a patto di applicarvi le regole del cinema.

Dal cinema alla serie
Il ricordo di Ettore Scola nel decennale della scomparsa. L’incontro nel programma del festival con la figlia del maestro, Silvia Scola – sceneggiatrice e presidente di giuria del festival – è moderato da Massimo Cervelli, con il contributo di Walter Veltroni. I successi del gruppo Oliver Onions vengono ripercorsi assieme al suo fondatore Guido De Angelis, compositore, musicista e produttore: con il fratello Maurizio, l’autore ha creato colonne sonore di centinaia di film e serie televisive, dalla saga degli spaghetti western con Bud Spencer e Terence Hill alla storica sigla di Sandokan. Nel fitto programma della tre giorni verticale, anche la proiezione di un vertical drama in 24 episodi prodotto da Pier Giorgio Bellocchio (Mompracem) e scritto e diretto da Franco Bertini che vede nel cast Emanuela Rossi, Marco Cesare, Marco Manusso e la voce di Francesco Pannofino. Le serate di premiazione sono condotte dall’attrice Jennifer Mischiati. In giuria, Fabrizio Fornaci, grande compositore di colonne sonore. Il VerticalMovie Festival 2026 si conclude con il lancio della scuola di formazione VerticalMovie Academy.
Il sostegno delle Istituzioni
“Sosteniamo con convinzione questa manifestazione attraverso Zètema, perché riteniamo necessaria una postura attiva e propositiva di fronte alla transizione tecnologica” – ha confermato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio – “Il nostro obiettivo strategico è far sì che questa esperienza non si esaurisca nei giorni della rassegna, ma si innesti stabilmente nelle politiche culturali cittadine”. Sulla convinzione che la tecnologia inserita in un contesto comunitario e creativo possa trasformarsi in ponte di dialogo, integrazione ed ed educazione, l’intervento della consigliera Città Metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini, delegata alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità. “Il nostro impegno istituzionale si focalizza sul promuovere il VerticalMovie come un’arma fondamentale di riscatto e inclusione. Troppo spesso lo smartphone viene associato a dinamiche disgreganti, all’isolamento emotivo dei nostri giovani o, nei casi peggiori, a fenomeni di cyberbullismo e violenza”.


