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Papa Francesco schiera l’esercito. La pace invade San Pietro

Papa Francesco schiera l’esercito. La pace invade San Pietro
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Alla chiamata di Bergoglio hanno già risposto in migliaia. Una giornata di digiuno e una veglia di preghiera che sabato porterà in Vaticano un folla che già si annuncia sterminata. Non si contano infatti le adesioni che arrivano da tutto il mondo: un sì corale viene dalle associazioni cristiane e laiche, ma parole di vicinanza ed unione vengono anche dalla Comunità Ebraica e Mussulmana. L’appuntamento è per tutti alle 19 per un grido silenzioso contro ogni guerra. LA GALLERY
Papa Francesco schiera l’esercito. La pace invade San Pietro

Un gesto semplice, una preghiera. Ripetuta migliaia di volte, da una piazza intera che per una notte diventerà un tamburo battente, non per una marcia di guerra ma per  un inno di pace. Sarà questa l’atmosfera che chi raccoglierà l’invito di Papa Francesco troverà in Piazza San Pietro sabato 7 settembre.
Una giornata di digiuno per invocare un gesto di pace nei territori del medio oriente sconvolti dall’imbarbarimento del conflitto che da mesi vede lacerarsi la società siriana. Le immagini delle vittime delle armi chimiche, con i corpi sconvolti dai sussulti provocati da gas, hanno fatto il giro del mondo.

E mentre ancora le diplomazie degli Stati si interrogano sulla responsabilità delle parti in lotta, Papa Francesco ha lanciato nell’ultimo Angelus di domenica, e ancor più forte al termine della udienza generale di mercoledì, un appello alla pace, indicendo una giornata di digiuno e preghiera: “Anche per la pace nei nostri cuori, perché la pace incomincia nel cuore – ha detto Bergoglio – Rinnovo l’invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno, e, sin d’ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza San Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace. Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace”.
In tantissimi hanno risposto all’appello: associazioni religiose cristiane, ebraiche e musulmane. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha annunciato che le preghiere della comunità ebraica di Roma si uniranno a quelle del Papa. Il Gran Muftì di Damasco, Ahmad Badreddin Hassou, tenterà di raggiungere Roma.
Una risposta corale giunge dal laicato cattolico: Azione Cattolica, Cl e Comunità di Sant’Egidio hanno fatto proprio l’appello del Santo Padre. Così come Caritas e ovviamente anche il mondo politico: molti i ministri che hanno annunciato la loro presenza, dal ministro della Difesa Mario Mauro a quello degli Esteri Emma Bonino che ha annunciato le sue preghiere laiche per la non violenza. Al giorno di digiuno aderiranno anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi e il Ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge che su twitter ha scritto: “Digiunerò per costruire assieme a voi e a Papa Francesco una pace oltre i confini e le frontiere”.