di Fabio Carosi
Che ci fanno a cena di giovedì sera in un ristorante all’Ardeatino Antonio Tajani, Alfredo Pallone, Renato Brunetta e Antonello Aurigemma? Risposta semplice: alla cena del Pdl, la componente ex forzista serra le fila con Laboratorio Roma e si prepara alla campagna elettorale per il sindaco.
Scontato che sarà Alemanno il candidato del centrodestra, il gruppo si sarebbe messo al lavoro per limare le secondo linee. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it le parole d’ordine evocate durante la cena riservata sono due: “Candidati di profilo alto e con un forte radicamento sul territorio” e niente “invenzioni dell’ultim’ora alla beautiful, con bellezze in stile Olgettina o altre invenzioni estetiche”.

A Renato Brunetta e Antonio Tajani è toccata l’analisi politica sul “peso romano” del Cinque Stelle, le difficoltà del Pd persino nella gestione delle Primarie con la forte spaccatura tra renziani e fedelissimi del “modello Roma” di Goffredo Bettini, ma anche delle difficoltà in cui versa il sindaco per via dell’inchiesta sul filobus di Tor Pagnotta e la detenzione di Riccardo Mancini. E poi i sondaggi riservati, quelli che vedrebbero il Pdl in forte ripresa anche su Roma e il Movimento in netto calo, trascinato “dall’effetto Grillo” sull’ingovernabilità del Paese. Insomma, secondi gli analisti di centrodestra, ci sarebbero le condizioni per una sfida aperta e con la possibilità di portare a casa risultati più che soddisfacenti. Anche se la competizione si prepara durissima per via della diminuzione dei consiglieri a 48 che impone un aumento vertiginoso delle preferenze.
Accanto all’ottimismo che regnava sui tavoli del Bel Poggio, anche la grande paura. É bastato mettere sul tavolo le stampe del sito web di Report per capire che si prepara qualche guaio. Proprio la trasmissione di Milena Gabbanelli rischia di mandare di traverso la prossima campagna elettorale. Domenica 7 è prevista la ripresa e nel “menu” della serata c’è un’inchiesta che parla chiaro: “Cosa sta succedendo a Roma Capitale? Dalle ceneri della banda della Magliana, dal coacervo di ‘ndrangheta, camorra, mafia, il crimine si è federato e ha dato vita ad una nuova cupola. Chi c’è in questa nuova cupola che sta facendo affari con l’amministrazione pubblica ed è andato a meta? Parliamo di tutti gli appalti legati ai trasporti e all’edilizia, e della Metro C, ovvero la più importante opera pubblica italiana. Sullo sfondo, le elezioni di fine maggio per il prossimo sindaco della città”.
Una sorta di avvertimento che ha fatto suonare l’allarme. Anche se Antonio Tajani, raggiunto da Affaritaliani.it, minimizza: “Una cena tra amici. Per ora non c’è nessuna novità”.
