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Pentole e fischietti. La battaglia dei dehors

Negozi chiusi e commercianti in piazza: la battaglia contro il tavolino selvaggio del Campidoglio lascia l’amaro in bocca all’associazione degli esercenti che chiedono un incontro con il Sindaco

Al grido di “Marino, Marino, ridacce il tavolino!”,”armati” di tavolini e con le pettorine “Senza tavolini, Roma si spegne”, circa 250 esercenti hanno bloccato per alcuni minuti Piazza Venezia. Chiusi molti negozi delle piazze del centro storico, i commercianti sono scesi in piazza contro il piano anti-dehors che limita l’occupazione delle piazze. “I tavolini sono scesi in piazza – afferma Claudio Pica, segretario della Siga di Roma – Il Comune trascura un settore come il turismo, vitale e fondamentale. È vergognoso che in 20 giorni non ci hanno ricevuto, speriamo che oggi il presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti possa aiutarci”.

“Abbiamo ottenuto una moratoria per 60 giorni, lunedì inizia il tavolo congiunto con Comune e I Municipio” Così Claudio Pica, presidente della SIGA, all’uscita dal vertice in Campidoglio. Gli esercenti in protesta erano arrivati sotto all’ingresso del Museo del Vittoriano. Di fronte a loro un cordone delle forze dell’ordine con le camionette a bloccare l’accesso al Campidoglio. Incessanti le urla “Vogliamo lavorare”, il rumore di pentole e i fischietti dei manifestanti, nonostante gli inviti a mantenere la calma da parte dei leader delle associazioni di categoria.