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Perché il PIL del Lazio viaggia a doppia velocità

Il Lazio cresce dello 0,6% grazie ai cantieri di Roma (+43%), ma cala il tasso di attività: più occupati, meno persone in cerca di lavoro

Perché il PIL del Lazio viaggia a doppia velocità
bankitalia

La fotografia scattata da Bankitalia mostra un Lazio che cresce, ma non in modo uniforme. Il PIL regionale avanza dello 0,6%, un dato positivo in un contesto nazionale rallentato, ma che rivela una dinamica a doppia velocità.

Da un lato c’è Roma, trainata dal boom dei cantieri pubblici, con un aumento del 43% degli investimenti infrastrutturali legati a mobilità, rigenerazione urbana e grandi opere. Dall’altro c’è un tessuto produttivo che fatica a ritrovare slancio, soprattutto nei servizi avanzati e nel commercio.

Il paradosso più evidente riguarda il mercato del lavoro. La disoccupazione scende al 5,5%, il livello più basso degli ultimi dieci anni, ma contemporaneamente cala il tasso di attività. Significa che meno persone cercano un impiego, un segnale che gli economisti leggono come sintomo di scoraggiamento. Una parte della popolazione, soprattutto tra gli over 50 e le donne, sembra essersi ritirata dal mercato, mentre cresce la quota di contratti a termine e part time involontari.

Roma continua a essere il motore della regione, ma la sua economia resta sbilanciata. Il settore pubblico e i servizi amministrativi assorbono gran parte dell’occupazione, mentre l’industria arranca e l’innovazione procede a macchia di leopardo. I cantieri, pur generando crescita, non possono sostituire una strategia industriale di lungo periodo. Eppure la città vive un momento di trasformazione: nuove linee tramviarie, riqualificazioni urbane, investimenti sulla mobilità sostenibile e il rilancio di aree strategiche come Ostiense e Tiburtina.

Il Lazio, insomma, cresce ma non decolla. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare la spinta dei lavori pubblici in un volano stabile, capace di coinvolgere imprese, giovani e lavoratori inattivi. Un equilibrio delicato che determinerà la traiettoria economica della regione nei prossimi anni, mentre il dibattito politico si concentra sul nodo della partecipazione al lavoro e sulle politiche attive da rafforzare.