Niente etichette, prodotti scaduti e di dubbia provenienza. Sono sei le persone denunciate dal personale della Guardia Costiera del Lazio che hanno effettuato alcuni controlli mirati in esercizi “etnici” che somministrano prodotti provenienti dal sud-est asiatico.
L’operazione, svolta sotto il coordinamento del 3° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Civitavecchia, aveva lo scopo specifico di prevenire le frodi alimentari soprattutto durante il periodo di fermo biologico delle flotta peschereccia del Lazio, dal 30 settembre al 29 ottobre 2013, durante il quale, in carenza di prodotto locale fresco, sul mercato laziale arrivano prodotti ittici di dubbia provenienza. I controlli hanno riguardano i depositi ed ai ristoranti che distribuiscono e somministrano pesce crudo e sushi ponendo attenzione alla freschezza dei prodotti, alle modalità di conservazione ed alla corrispondenza delle specie somministrate con quelle proposte nei menù e verificando con attenzione la tracciabilità e la provenienza del prodotto.
Nel corso degli oltre 220 controlli effettuati, il personale della Guardia Costiera del Lazio (200 uomini impegnati complessivamente) ha accertato 66 infrazioni per mancanza di tracciabilità e corretta etichettatura, nonché per prodotti ittici scaduti, elevando a carico dei titolari degli esercizi commerciali non in regola un totale di 93.417 Euro di sanzioni amministrative già comminate e ponendo sotto sequestro di circa due tonnellate di prodotto ittico. Sono state inoltre elevate 6 notizie di reato per frodi in commercio, commercializzazione di pesce sottomisura, cattura e commercializzazione di specie protette come lo squalo elefante “Cetorhius Maximus” e commercializzazione dei datteri di mare “lithophaga lithophaga” la cui cattura è considerata reato, a causa dei danni ambientali provocati dalle modalità di pesca dei suddetti molluschi.
I controlli dell’intera filiera della pesca, che proseguiranno serrati, fanno parte e si inquadrano in una più articolata attività di monitoraggio e tutela dell’ambiente marino svolta dalla Guardia Costiera del Lazio, che comprende la verifica della qualità delle acque e degli scarichi a mare, soprattutto in prossimità delle coste interessate da grossi insediamenti urbani, ma comunque adibite alla balneazione, nonché di ulteriori attività di monitoraggio e tutela delle aree marine protette e di pregio quali le Secche di Tor Paterno e le Isole Pontine (Ventotene, Santo Stefano, Ponza, Zannone e Palmarola) interessate dalla presenza di notevole biodiversità..

