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Prima erano coniugi, ora coinquilini. Separazioni, 4 su 10 uniti dalla crisi

Prima erano coniugi, ora coinquilini. Separazioni, 4 su 10 uniti dalla crisi
Genitori e figli separati in casa film
L’istituto Demoskopea esamina gli effetti della recessione sulle economia delle famiglie. Quasi il 60 per cento dopo la fine del matrimonio “ha le tasche vuote” e il 37,5 vive con il partner per necessità

La scusa più utilizzata è “che mamma e papà rimangono insieme per il bene dei figli”. Chi non li ha si piega “al matrimonio bianco”. Dietro l’altissimo numero di coppie separate che vivono sotto lo stesso tetto, c’è in realtà la crisi economica. E da due cuore e una capanna il passo è breve verso il “caro ex”. E la situazione riguarda il 35 per cento dei separati.
“Secondo l’Istat nel 2012, nel Lazio ci sono state ben 10.147 separazioni (-3,8% rispetto al 2011) e 5.144 divorzi (-11,1%). Numeri che, rapportati ai coniugati, vedono la regione al terzo posto nell’indice delle separazioni (382,8 ogni centomila coniugati) e al nono per divorzi (194,1 ogni centomila coniugati).
Ma cosa accade all’economia personale, e in particolare alla casa, con la fine di un matrimonio? Immobiliare.it ha commissionato all’Istituto di ricerca Demoskopea un’indagine ad hoc per capire come cambia la situazione degli ex coniugi dopo una separazione. Secondo l’indagine di Immobiliare.it nel Lazio: il 58,6% dei separati o divorziati della regione, dopo la fine del matrimonio, denuncia una condizione economica peggiorata; il 21,4% va a vivere in affitto, il 35,7% dichiara di abitare ancora sotto il tetto coniugale, probabilmente assieme all’ex partner e forse per necessità di tipo economico; il 5,7% di chi è coinvolto nella fine di un matrimonio decide di tornare dai propri genitori; il 31,4% continua a pagare un mutuo pur non vivendo più, in molti casi, nell’abitazione coniugale; il 41,9% si è visto rifiutare la concessione di un nuovo prestito dalle banche”. E’ quanto si legge in una nota di Immobiliare.it.