Dal terrore in classe agli applausi in Campidoglio: il sindaco rende omaggio allo studente che ha fermato l’aggressione alla professoressa della scuola Verga
A tredici anni si dovrebbe pensare alle interrogazioni, ai compiti e magari a come strappare un’insufficienza in meno. Non certo a disarmare un compagno armato di coltello. Eppure, tra i banchi di una scuola media di Centocelle, un ragazzino ha dimostrato un coraggio che molti adulti probabilmente non avrebbero trovato.
Si chiama Karim – nome di fantasia utilizzato per proteggerne l’identità – il protagonista di una storia che Roma ha deciso di celebrare. Il sindaco Roberto Gualtieri lo ha ricevuto per ringraziarlo personalmente di aver impedito che un’aggressione contro un’insegnante si trasformasse in tragedia.
Quei terribili minuti alla scuola Verga
La vicenda risale al 18 settembre, quando nell’istituto Giovanni Verga, nel quadrante est della Capitale, un tredicenne si scagliò contro la professoressa di lettere Isabella Marsilio, 66 anni.
Prima lo spray urticante, poi un coltello e tre fendenti. L’aggressore aveva preparato l’azione portando a scuola anche un secondo coltello e un dispositivo per riprendere la scena. Fu proprio Karim, suo coetaneo, a intervenire mentre la docente era sotto attacco. Afferrò il polso del compagno, riuscendo a interrompere la violenza e a sottrargli l’arma. Un gesto compiuto in pochi istanti, senza il tempo di calcolare le conseguenze. L’insegnante venne soccorsa e trasportata all’ospedale Vannini. Le ferite, fortunatamente, non risultarono gravi.
Dal Congo a Roma, una storia di coraggio e altruismo
Dietro quel gesto c’è anche una vicenda personale particolare. Karim è originario del Congo, è arrivato in Italia senza i genitori e vive in una casa famiglia della zona. In Campidoglio si è presentato accompagnato dalla sorella. Ad accoglierlo, un Gualtieri visibilmente riconoscente, che ha voluto trasformare un ringraziamento privato in un messaggio rivolto all’intera città.
«Anche se lui non vuole essere chiamato eroe, per noi lo è», ha dichiarato il sindaco, sottolineando la sensibilità, l’altruismo e la determinazione dimostrati dal giovanissimo studente. «Roma è orgogliosa di te perché non ti sei voltato dall’altra parte», ha aggiunto il primo cittadino.
La lezione più importante non era sul registro
La storia di Karim racconta due facce della stessa scuola: quella della violenza improvvisa, capace di trasformare un’aula in un luogo di paura, e quella della solidarietà, che può emergere proprio quando tutto sembra precipitare. Il riconoscimento del Campidoglio non cancella la gravità dell’accaduto, ma restituisce alla cronaca un protagonista diverso dall’aggressore.
Un ragazzo di tredici anni che, anziché fuggire, ha scelto di proteggere la sua insegnante. Senza cercare applausi, medaglie o notorietà. A Centocelle, la lezione di educazione civica più importante l’ha impartita uno studente.
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