Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Ranucci chiama in causa tutti: “Qui in Rai mafia e massoneria”. Ora però servirebbero i nomi…

Ranucci chiama in causa tutti: “Qui in Rai mafia e massoneria”. Ora però servirebbero i nomi…

Alcuni audio attribuiti a Sigfrido Ranucci, inviati alla giornalista Valentina Pelliccia, parlano della presunta presenza di mafia e massoneria nella Rai. Il centrodestra chiede denunce circostanziate, mentre l’azienda affida le verifiche al Comitato etico e conferma il futuro di Report.

Ranucci chiama in causa tutti: “Qui in Rai mafia e massoneria”. Ora però servirebbero i nomi…

Un messaggio audio attribuito al conduttore di Report riaccende lo scontro politico sulla televisione pubblica. Nel colloquio con la giornalista Valentina Pelliccia, professionalmente legata a Fucino Finance e al gruppo Banca del Fucino, si parla anche di logge occulte e apparati deviati. Il centrodestra chiede chiarezza, la Rai affida tutto al Comitato etico.

Alla Rai, evidentemente, non bastavano più correnti politiche, lottizzazioni, raccomandazioni e guerre per una prima serata. Secondo Sigfrido Ranucci, nei corridoi di Viale Mazzini circolerebbero anche mafia e massoneria, con l’eventuale contorno di servizi segreti deviati e logge riservate. Un palinsesto decisamente affollato.

Le frasi sono contenute in alcuni messaggi vocali pubblicati da La Verità e attribuiti al conduttore di Report. Destinataria degli audio sarebbe Valentina Pelliccia, giornalista con una lunga esperienza professionale nell’area della comunicazione e presso Fucino Finance, società del gruppo Banca del Fucino. Un particolare che aggiunge alla vicenda un curioso incrocio tra televisione, giornalismo e finanza, anche se la banca non risulta coinvolta nei contenuti della conversazione.

Il centrodestra: “Denunci oppure chiarisca”

La reazione politica è stata immediata. I rappresentanti di Fratelli d’Italia in Commissione di Vigilanza hanno definito le parole gravissime: se Ranucci dispone di elementi concreti, sostengono, dovrebbe rivolgersi alle autorità e indicare fatti e responsabilità. In caso contrario, toccherebbe alla Rai tutelare la propria reputazione.

Forza Italia contesta invece quello che considera il metodo abituale del giornalista: accuse ampie, atmosfere inquietanti e pochi nomi. Anche la Lega chiede un intervento dei vertici, mentre il sindacato Unirai-Figec sollecita verifiche interne per difendere i lavoratori dell’azienda da sospetti generalizzati.

La Rai si rifugia nel Comitato etico

Viale Mazzini fa sapere che il materiale sarà esaminato dal Comitato etico, già attivato per valutare il metodo di lavoro di Report, i rapporti con le fonti e le recenti vicende che hanno coinvolto Ranucci. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha comunque ribadito che il programma rappresenta un patrimonio editoriale della Rai e continuerà a esistere, indipendentemente da chi lo conduce.

Resta la questione centrale: le parole sono una confidenza pronunciata in libertà oppure il riferimento a circostanze precise? Il giornalista di Report ha dichiarato di avere sempre denunciato ciò di cui è venuto a conoscenza e ha collegato le polemiche a una campagna d’odio nei suoi confronti. Ma quando si evocano mafia, massoneria e apparati deviati dentro il servizio pubblico, il non detto rischia di diventare più pesante del detto. E in Rai, dove tutti chiedono trasparenza soprattutto agli altri, il vero programma dell’estate potrebbe intitolarsi: Chi ha visto i nomi?