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Rapporto di fine mandato: ecco il diario di bordo della Giunta

Presentato il rapporto di oltre 200 pagine che raccolgono i 5 anni della giunta Alemanno. Un vero e proprio rapporto dettagliato sulla situazione di partenza e sulle cose fatte. E nessuna colata di cemento, ha ribadito il sindaco, giustificando i 5 milioni di metri cubi deliberati per un investimento di oltre 450 milioni in opere pubbliche

Riforma Roma Capitale, urbanistica, periferie, commercio, imprese, lavoro, giovani, turismo, cultura, servizi on line, riorganizzazione del trasporto pubblico, sicurezza, Piano Nomadi, Quoziente Roma. Sono questi i principali argomenti e “traguardi” riassunti nel libro “5 anni X Roma – Rapporto di fine mandato della giunta Alemanno” presentato dal sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, insieme all’intera giunta.

“Abbiamo l’operazione verità – ha detto Alemanno – perché le cifre che sono presenti in questo libro, raccolte con dati certificati, dimostrano che noi abbiamo salvato Roma, se non ci fossimo stati noi Roma sarebbe nella crisi economica e sarebbe un dissesto totale. Dobbiamo fare di più e di meglio, vogliamo dare risposte ai cittadini, ma se non ci fosse questa base sarebbe impossibile andare a lavorare per il futuro”.
Un rapporto di 220 pagine che parte dal “buco di Bilancio e i tagli del governo” alla lotta all’evasione fiscale, ai tagli ai costi della politica, ai nuovi poteri di Roma Capitale, all’urbanistica, la revisione del piano regolatore, il Piano Casa di Roma Capitale, alle nuove regole per il commercio per sostenere sviluppo e occupazione, al turismo, ai servizi sociali, alle “sentenze del Tar che hanno bloccato l’attività di Roma Capitale”. “Abbiamo avuto molte sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato i nostri atti – ha detto Alemanno – Non entriamo nel merito, ma il dato è che noi abbiamo avuto sentenze che ci hanno impedito di regolamentare i cortei, di portare i maxi concorsi fuori dal Gra, di intervenire sull’ordine pubblico. Quindi, è necessario che ci sia un minore policentrismo conflittuale: non è possibile non avere una visione d’insieme delle necessità della città”.