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Regione, caso Cecinelli. Fascicolo in archivio

Erano indagati per abuso D’Ambrosio, Astorre, Gatti, Rauti e Bucci. Per Abruzzese si dovrà attendere ancora

E’ finito in archivio il procedimento che vedeva indagati per abuso d’ufficio gli ex consiglieri regionali Raffaele D’Ambrosio, Bruno Astorre, Gianfranco Gatti, Isabella Rauti e Claudio Bucci in relazione alla proroga di sei mesi dell’incarico di segretario generale del consiglio regionale di Nazzareno Cecinelli benché in pensione.
Lo ha deciso il gip Valerio Savio accogliendo la richiesta del pm Alberto Pioletti per carenza dell’elemento psicologico del dolo. Resta invece pendente la richiesta di rinvio a giudizio formulata dallo stesso magistrato nei confronti dell’ex presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese e dello stesso Cecinelli, su cui dovrebbe pronunciare un altro giudice venerdì. Per la Procura, anche se fu tutto l’ufficio di presidenza a votare all’unanimità quella nomina, come risulta dalle varie delibere, la proposta venne solo dall’allora presidente Abbruzzese. Linea condivisa dal gip Savio che nel decreto di archiviazione afferma come “dagli atti – si legge nel provvedimento – non emergono concreti indizi di condotte collusive tra Cecinelli e gli indagati” che non risulta avessero una “comune, consapevole volontà diretta a favorirlo”. Astorre e gli altri quattro “avrebbero tutti fatto affidamento, prima di votare all’unanimità la delibera, sui tecnici che l’avevano predisposta ed analiticamente motivata e sul presidente Abbruzzese che l’aveva politicamente proposta e promossa, restando ignari del fatto che la prorogatio di Cecinelli avrebbe fatto superare il limite di incarichi esterni previsti dalla legge”.
Insomma, l’intento della delibera varata dagli indagati era “la soluzione naturale nell’individuazione di un traghettatore verso un nuovo titolare”. E Cecinelli, inoltre, era “lo storico ed esperto titolare dell’incarico, passato per più maggioranze politiche”. Secondo il gip, quindi nella nomina non si evidenziano “coluzioni e/o il perseguimento di interessi privati” non essendo disponibili dati che evidenzino rapporti personali e/o interessi comuni tra l’uno e gli altri o provato né provabile che la delibera” di rinnovazione della nomina (avvenuta nel marzo 2012) “sia stata preceduta da intese fondate sulla consapevolezza dell’illegittimità del provvedimento, sulla dolosa pretermissione di tali illegittimità”. Il procedimento ebbe inizio a seguito della trasmissione dell’informativa di reato del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, interessata dalla Corte dei Conti al compimento di accertamenti per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità di carattere contabile nella nomina di Cecinelli a segretario per il semestre dal primo aprile 2012 al 30 settembre 2012.