L’opposizione in Campidoglio va all’attacco della delibera con cui il consiglio comunale di Roma ha istituito il registro delle unioni civili. I consiglieri di centrodestra ritengono che il provvedimento sia illegittimo e senza valore, in assenza di una legislazione nazionale che regolamenti le coppie di fatto, e annunciano ricorsi giudiziari. “Sia in sede amministrativa che penale – assicura il consigliere leghista Marco Pomarici – per annullare questo provvedimento illegittimo e inutile, perché questo non è il nostro ideale di società fondato sul matrimonio di un uomo e una donna”.
Voto contrario è stato espresso anche dal capogruppo del Movimento Cantiere Italia, Mino Dinoi, “perché non condivido la delibera e ritengo che nel metodo sia sbagliata: il tema non è di competenza dell’assemblea e, anche se rispetto comunque la battaglia politica sul tema, abbiamo perso troppo tempo bloccando l’attività amministrativa dell’aula”. Secondo l’ex sindaco Gianni Alemanno le unioni civili “sono un tentativo, privo di appigli giuridici, di riconoscere diritti alle coppie gay che andrebbero sanciti invece attraverso una legge fatta dal Parlamento”, e la messa in scena andato in onda oggi sotto la regia del sindaco Marino, come già chiarito dal Viminale e dal Prefetto di Roma, è un’iniziativa contro la legge che serve solo ad illudere le persone e a indebolire le famiglie”. Gianluigi De Palo, di Cittadini X Roma, fa invece notare che “nei 13 municipi di Roma dove il registro è già presente attualmente sono iscritte solo 92 coppie, ovvero 184 persone: ce la stiamo cantando e suonando mentre là fuori c’è un paese reale che non è affatto interessato”.
