30 giugno, data cerchiata in rosso per la politica e l’ordine pubblico. È il giorno del Comitato per la remigrazione e la riconquista. I rappresentanti si sono dati appuntamenti intorno a mezzogiorno in una Piazza Montecitorio assolata, blindata e chiusa per pericolo di incidenti. Non è accaduto nulla. Ha vinto il buonsenso, complice anche il caldo: i militanti di estrema destra guidati dagli esponenti di CasaPound, tra cui il leader Luca Marsella, hanno consegnato i faldoni senza tensioni o disordini.
Marsella torna con 150mila firme: “si sono arresi”
Entrando in Parlamento, Luca Marsella parla di rivincita. Nella scorsa primavera, la sala stampa era stata occupata da alcuni rappresentanti delle forze di opposizione e la conferenza prevista era saltata. Questa volta c’è, sebbene si resti fuori dalle mura di Palazzo Montecitorio. Il leader di Casa Pound esulta per essersi tolto di torno (eufemismo, le sue sono parole più dirette) l’antifascismo: “Si sono arresi. Oggi non vedo Pd, Fratoianni, Orsini, non c’è neanche il Movimento 5 Stelle. Si sono arresi. Noi invece abbiamo mantenuto la promessa, torniamo in Parlamento con 100 mila firme e il sostegno del popolo. Oggi muore, finalmente, l’antifascismo ce lo siamo levati dalle p***e così come i becchini della libertà”.
Casa Pound non vuole entrare in parlamento: “Noi siamo a sostegno del popolo”
Casa Pound ha anche ribadito di non volere entrare in Parlamento se non a sostegno delle richieste del popolo italiano. Marsella non vuole incarichi pubblici, ma apre alla possibilità di interlocuzione: “Siamo assolutamente sereni, vogliamo portare una proposta di legge legittima e sacrosanta e che sia discussa e possa essere votata. Magari senza essere stravolta. Si parla di deportazione ma non si parla di questo, solo di incentivi volontari per immigrarti irregolari o non assimilati. Cercheremo un sostengo a destra trasversale ci auguriamo che un corteo con 10 mila persone non sia ignorato. Hanno tutti il nostro numero, chi vorrà interloquire come sostegno del popolo italiano può farlo. Noi siamo una forza di popolo, non ci interessa il parlamento, non siamo politici siamo portavoce”.
“Non crediamo nei generali o nei salvatori della patria, ma in chi firma la legge”
Spazio ovviamente anche per un commento su Vannacci. In occasione del corteo di qualche settimana fa, del generale interessa il giusto. Esattamente come prima di depositare le firme: “Non ha importanza se non ci sono i rappresentanti di Futuro Nazionale che ci hanno aperto le porte della Camera qualche mese fa. Non crediamo nei salvatori della patria, né ai generali, noi siamo l’avanguardia di un popolo che si sta svegliando e vuole rialzare la testa. A noi interessa che il primo step sia stato raggiunto. Le firme sono arrivate a destinazione e consegnate. Adesso mi aspetto che alle parole seguano i fatti. Chi vuole può inseguirli con determinazione”.

