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Renzi vince anche ai Giubbonari. Per Cuperlo è una caporetto: terzo

Renzi vince anche ai Giubbonari. Per Cuperlo è una caporetto: terzo
Trema l’establishment del partito: anche alle porte della sede storica delle sinistra capitolina sono arrivati i tamburi della rivoluzione. Smentite le cassandre che davano un flop di partecipazione: oltre 150 mila sono i romani che si sono recati in uno dei 225 seggi allestiti in città per le primarie del Partito Democratico, e il risultato che è uscito fuori dalle urne parla chiaro: Renzi 60,16%; Cuperlo 18,92%; Civati 20,9%. Clamoroso risultato di Pippo Civati che addirittura nelle sezioni del primo municipio ha raccolto quasi il 25% dei consensi

La rivoluzione arriva a bussare le porte di via dei Giubbonari, sede storica della sinistra capitolina, e dell’establishment del partito: Matteo Renzi sfonda anche in una Roma che sembrava ostile al cambiamento. Una voglia di novità che nasce dal basso, tra la gente comune che vuole riavvicinarsi alla politica. Lo dicono i dati: code ai seggi, voglia di partecipazione tra i non iscritti, ed è lì che il sindaco rottamatore ha vinto.

Renzi 1
 

Se tra i tesserati ancora è forte il richiamo del partito, è tra i meno avvezzi alla cosa pubblica che rullavano i tamburi del cambiamento. I romani in oltre 150 mila si sono recati in uno dei 225 seggi allestiti in città per le primarie del Partito Democratico, e il risultato che è uscito fuori dalle urne parla chiaro: Matteo Renzi primo, Gianni Cuperlo terzo, nel mezzo il clamoroso risultato di Pippo Civati che addirittura nelle sezioni del primo municipio ha raccolto quasi il 25% dei consensi. Una vera e propria Caporetto per il vecchio Pd romano, mentre Renzi nella storia sezione di via dei Giubonari tocca quasi quota 60% con 716 voti contro i 272 di Civati e i 225 di Cuperlo.
Alla truppa dei renziani si è aggiunto all’ultimo momento il sindaco Ignazio Marino che ha ammesso di aver votato per lui. Al circolo di San Basilio, Renzi ha preso 262 voti, Cuperlo 148 e Civati 83; ma al gazebo di Viale Giulio Cesare: Renzi 376, Civati 137 e Cuperlo 91. Con Civati che ha battuto tutti nel piccolo seggio di via Giustiniano Imperatore, dedicato a immigrati e fuori sede. Il dato regionale certifica l’ascesa del neosegretario: Renzi nel Lazio si è attestato al 63,7%, rispetto al 19,5% di Cuperlo e al 16,7% di Civati. Ancora maggiore il distacco nell’hinterland romano, con il superfavorito oltre il 70%. Smentite le cassandre che davano un flop di partecipazione: in tutto il Lazio hanno votato 270 mila cittadini, oltre ai 150 mila della Capitale, 65 mila nell’hinterland, 22 mila a Frosinone, 15 mila a Latina, 8 mila a Viterbo e 7.200 a Rieti.
Un segnale queste primarie che hanno visto i tesserati votare ancora in maggioranza per Cuperlo, sostenuto pancia a terra dalla Cgil, che si è schiantata contro l’ottimo piazzamento del terzo incomodo Pippo Civati: lo stesso sindacato così come il Partito sono stati messi di fronte alla scelta di cambiare modello, più vicino ai cittadini e ad un paese che è cambiato fuori dalle bastioni della vecchia sinistra.