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Rimpasto “è vecchio”. Meglio nuove elezioni

E’ davvero incredibile. Il vicesindaco Nieri, pur rendendosi conto che così Marino e la sua Giunta non vanno da nessuna parte, si rifiuta di parlare di rimpasto perché la considera una parola vecchia.
Io non so come voglia chiamare la necessità di cambiare e rafforzare la squadra capitolina, certo è che siamo rimasti fermi all’anno zero della gestione amministrativa della città dopo tante promesse fatte dal sindaco nel corso della campagna elettorale.Una campagna alla Renzi-maniera: bicicletta, sorrisi, rivoluzione dell’assetto amministrativo, annunci di interventi economici in favore delle famiglie meno agiate, eccetera. Tranne che per la bicicletta, il resto non si è visto. Anzi, si sono accentuate le insufficienze della macchina dell’Urbe.
Suggerirei quindi al vicesindaco Nieri, persona che peraltro stimo, di non pronunciare giustamente la parola rimpasto, ma di andare oltre: suggerire nuove elezioni. Sicuramente sarebbe un obiettivo più logico, moderno, efficace. I romani lo apprezzerebbero ancora di più.

Potito Salatto, eurodeputato PPE, vicepresidente delegazione Popolari per l’Europa al Parlamento europeo