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Riorganizzazione dei nidi. La rivolta delle precarie

Le tante maestre ed educatrici sono salite in un “mini corteo” fino a piazza del Campidoglio, accolte tra le grida e gli applausi di altre decine di manifestanti in protesta sotto gli uffici comunali

“No alle maestre usa e getta”. È quanto si legge in un cartello esposto da una delle supplenti negli asili nido comunali che oggi sono scese in piazza contro il riassetto organizzativo. Le tante maestre ed educatrici sono salite in un “mini corteo” fino a piazza del Campidoglio, accolte tra le grida e gli applausi di altre decine di manifestanti in protesta sotto gli uffici comunali. “La precarietà non fa scuola”, recita lo striscione portato in Campidoglio. I manifestanti, alcune centinaia ormai fra cui anche molti uomini, hanno occupato la scalinata che conduce ai musei del Vittoriano, gridando slogan a favore di assunzioni e contro l’amministrazione. “Vergogna, uccidete la scuola”, gridano dalla piazza, e “noi non siamo a costo zero, no al contratto decentrato”.
La protesta è scaturita dal piano per il riassetto organizzativo che vedrà, secondo i manifestanti, sostanzialmente una riduzione del personale in particolare negli asili nido. “Se ci tolgono il lavoro ci prendiamo la città”, afferma una delle aderenti all’iniziativa. E non mancano le critiche dirette al sindaco Marino. “Dimissioni”, e “vattene a casa”, scandiscono nei cori i dipendenti comunali.

Una protesta che è stata secondo gli aderenti, “al servizio della cittadinanza”, e che “non si fermerà”, come ha affermato una rappresentante sindacale che ha poi voluto esprimere insieme al resto dei manifestanti il proprio sostegno “a tutte le maestre che in questo momento stanno rifiutando supplenze in segno di protesta nei municipi ex IX e X, per provare a mettere in ginocchio l’amministrazione”.