Il rom che non t’aspetti, quello che vive ai margini della società, quasi prigioniero nei campi, prende carta e penna e denuncia un’esponente del Pd e il candidato a sindaco del Movimento Cinque Stelle. Finisce così in Procura la vicenda dei nomadi che hanno espresso la loro preferenza in occasione della Primarie di domenica scorsa.
Ecco il testo con il quale è stata resa nota la denuncia: “La comunità Rom di via Candoni, si legge in una nota, ha deciso di denunciare alla Procura della Repubblica Cristiana Alicata e Marcello de Vito per “diffamazione e istigazione all’odio razziale”.
“Come comunità rom, presente da 13 anni nel XV Municipio – si legge nel comunicato – abbiamo sempre preso parte attivamente alla politica del territorio, come tutti i rappresentanti delle forze politiche, dell’associazionismo e dei movimenti locali possono testimoniare, cosa dimostrata anche dal fatto che in ogni tornata elettorale i futuri candidati hanno organizzato iniziative politiche ed elettorali in questo campo sui temi dell’immigrazione e dell’inclusione sociale. L’ultima visita l’abbiamo ricevuta solo 10 giorni fa dal candidato sindaco alle primarie David Sassoli, che ha mostrato interesse e sensibilità alle problematiche del campo”.

“Non è la prima volta – prosegue la comunità Rom – che come comunità ci esprimiamo partecipando al voto. Nel 2003 il nostro rappresentante Ion Bambalau ha partecipato alle elezioni come candidato per il consigliere aggiunto. Con l’ingresso della Romania nell’UE abbiamo ottenuto il diritto di partecipare alle elezioni amministrative. Alle scorse primarie abbiamo partecipato numerosi e ciò non fu allora motivo di scandalo, altrettanto numerosi abbiamo partecipato alle elezioni per il Parlamento Europeo e alle scorse elezioni comunali, considerando questa partecipazione un motivo di orgoglio”.
“La campagna partita da una dirigente del PD, immediatamente ripresa dal M5stelle e da tutti i blog della destra e diffusa indegnamente da tutta la stampa – si legge – è il segnale inquietante di quanto sia radicato nel senso comune il pregiudizio razzista nei confronti delle comunità rom. Già 5 anni fa abbiamo vissuto sulla nostra pelle una campagna elettorale che ha utilizzato i rom come piaga sociale; non ci stupisce che il M5Stelle, che già più volte è uscito pubblicamente con esternazioni ambigue sul voto ai migranti e l’apertura a movimenti apertamente xenofobi come CasaPound, faccia proprie tali argomentazioni, né che lo faccia la destra. Ci stupisce invece che tali affermazioni siano nate in seno al Partito democratico. Per questo chiediamo una presa di distanza pubblica da parte dei dirigenti del PD e di tutti i partiti della sinistra democratica nei confronti di tale dirigente, che dovrebbe essere destituita dalla sua carica”.
Intanto dalle prime ore di martedì sul profilo facebook di Marcello De Vito è scomparso il post con cui accusava i rom di aver preso 10 euro per ogni voto.
