Presentata oggi la prima fase operativa del campus Digital Realty nel Municipio IX. Sei data center, 35,2 MW di capacità complessiva e 22 ettari da rigenerare: l’obiettivo è portare la Capitale al centro delle rotte digitali del Mediterraneo.
Roma prova a conquistare un ruolo di primo piano nella nuova geografia dei dati. Si è tenuto oggi il Press Tour di Digital Realty dedicato a ROM1, prima fase operativa del nuovo campus di data center che sta sorgendo nel Municipio IX, nell’ex area industriale ACEA di via delle Testuggini.

Il progetto complessivo si estende su 22 ettari e prevede sei data center, da ROM1 a ROM6, per una capacità IT totale installata di 35,2 MW e oltre 16mila metri quadrati di superficie attrezzata. ROM1 occuperà circa 5mila metri quadrati e partirà con 3,2 MW di potenza IT.

Talotta: “Roma porta d’accesso verso Mediterraneo, Africa e Asia”
L’ambizione è fare della Capitale il più grande e interconnesso hub di data center dell’Italia centrale e meridionale. La struttura sarà collegata a tre sistemi di cavi sottomarini internazionali e al nodo NAMEX, creando un ponte digitale verso Europa, Africa, Medio Oriente e Asia. CS_ROM1_011026
“Con lo sviluppo di ROM1 poniamo le basi per quello che diventerà il più importante ed esteso campus di data center del Centro-Sud Italia”, ha spiegato Alessandro Talotta, amministratore delegato di Digital Realty in Italia. “La nostra ambizione per Roma va ben oltre la disponibilità di capacità computazionale: vogliamo costruire il polo di interconnessione neutrale di riferimento per l’Europa meridionale”. E ancora: sviluppare un’infrastruttura di queste dimensioni significa offrire al Paese “una porta d’accesso verso il Mediterraneo, l’Africa e l’Asia”, con connettività ad altissima velocità e bassissima latenza.
Veloccia: “Recuperiamo un luogo abbandonato senza consumare nuovo suolo”
Accanto alla tecnologia c’è il tema della rigenerazione urbana. Il campus sorgerà interamente sull’ex sito ACEA, con il recupero di un’area dismessa, la riqualificazione di circa 500 metri di via delle Testuggini, nuovi marciapiedi, parcheggi, illuminazione LED e 62 nuovi lecci.
Su questo aspetto si è soffermato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, che ha ricordato di aver visitato l’area quando versava ancora “in condizioni di abbandono”. “Sono molto contento di questo progetto perché risponde contemporaneamente a due esigenze: dotare il territorio di un’infrastruttura importante per la competitività delle imprese e del sistema Roma e recuperare uno spazio abbandonato, senza consumare nuovo suolo”.
Per Veloccia, la rigenerazione è anche una risposta strutturale al degrado: “Non è possibile presidiare ogni angolo della città. Occorre restituire a questi spazi una funzione, un’attività e nuove prospettive di crescita”. E il messaggio politico-amministrativo è netto: “Questi progetti si possono realizzare anche a Roma. Quando un’amministrazione crea le condizioni e incontra la serietà di chi investe risorse, tempo, lavoro e passione, le cose possono funzionare”.
ROM1 sarà alimentato al 100% da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate. Il completamento della prima fase operativa è previsto entro il 2027.


