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Il Made in Italy scommette sul Phygital Sustainability Expo

Il bilancio della due giorni degli Stati Generali Europei sulla Cultura della Sostenibilità svoltisi il 5 e 6 giugno

Il Made in Italy scommette sul Phygital Sustainability Expo
Il logo della manifestazione

La due giorni del Phygital Sustainability Expo,  gli Stati Generali Europei sulla Cultura della Sostenibilità promossi dalla Sustainable Fashion Innovation Society, presieduta da Valeria Mangani ha portato nella cornice archeologica dei Fori Imperiali rappresentanti del governo, istituzioni Ue, imprese, università, mondo della ricerca, filiere produttive e protagonisti della cultura d’impresa. Il programma si sviluppa attorno a otto grandi pilastri tematici, con un filo conduttore dichiarato: raccontare la sostenibilità non solo come insieme di regole, standard e obiettivi ambientali, ma come cultura industriale, scelta economica, responsabilità pubblica e nuova grammatica del Made in Italy

Una linea netta tra il passato manifatturiero e il futuro digitale

La Capitale si ò confermata così l’epicentro globale del connubio tra innovazione tecnologica e transizione ecologica ospitando. La manifestazione traccia una linea netta tra il passato manifatturiero e il futuro digitale. Il concetto stesso di “phygital” cessa di essere una formula di marketing per trasformarsi in una realtà tangibile. Gli spazi espositivi accolgono visitatori e buyer in un percorso dove la fisicità della materia prima biologica e rigenerata si fonde con l’immaterialità della realtà aumentata, dei passaporti digitali di prodotto e della tracciabilità in blockchain. Questa sinergia permette di raccontare l’intera filiera della moda e del design d’alta gamma, svelando l’etica che si cela dietro ogni singola cucitura.

Focus centrale la valorizzazione del modello italiano

Il focus centrale dell’esposizione è stato la valorizzazione del modello italiano, storicamente basato su filiere corte e distretti industriali ad altissima specializzazione. Di fronte alle pressanti richieste della normativa europea e a un mercato globale sempre più esigente, il sistema Italia risponde non subendo il cambiamento, ma governandolo attraverso la tecnologia. I grandi marchi e le startup innovative presenti a Roma dimostrano come la riduzione dell’impatto ambientale non sia un freno alla creatività, bensì il più potente motore di rigenerazione economica e di attrattività internazionale.

Il consumatore contemporaneo non cerca più soltanto il bello

Durante i panel istituzionali è emerso con forza il tema della trasparenza. Il consumatore contemporaneo non cerca più soltanto il bello, ma esige il giusto. Il Phygital Sustainability Expo risponde a questa istanza offrendo una piattaforma di confronto in cui la digitalizzazione diventa lo strumento primario per combattere il fenomeno del greenwashing, garantendo l’autenticità delle certificazioni e l’origine eco-compatibile dei tessuti.

Il successo della rassegna romana risiede nella capacità di fare sistema, mettendo in dialogo diretto le istituzioni politiche, i leader dell’industria tessile, i designer visionari e il mondo della ricerca scientifica. Roma non è dunque solo una splendida scenografia, ma si impone come un laboratorio a cielo aperto in cui si scrive la nuova narrazione del lusso consapevole, dove l’alto artigianato italiano sposa l’algoritmo per salvare il pianeta e rilanciare la competitività del Paese sui mercati globali.