Più trasporto pubblico, autobus meno inquinanti e un esercito di 13.500 monopattini. Il rapporto “Ambiente urbano 2024” consegna alla mobilità romana numeri migliori del previsto: la strada è ancora lunga, ma almeno stavolta la Capitale non parte dal fondo.
A Roma lamentarsi dell’autobus è quasi una disciplina olimpica. Ma stavolta arriva l’Istat a guastare la festa ai professionisti del mugugno: il trasporto pubblico della Capitale, almeno nei numeri, qualche passo avanti lo ha fatto davvero.
Roma terza, dietro Milano e Venezia
Nel 2024 l’offerta del Tpl romano ha raggiunto 7.293 posti-km per abitante, contro i 6.883 del 2019: un aumento del 5,9% che vale a Roma il terzo posto nazionale, dietro Milano e Venezia e davanti a Firenze. La media dei capoluoghi metropolitani si ferma a 6.820.
Poi ci sono i monopattini, ormai quasi una specie autoctona della Capitale: 13.500 mezzi in sharing, la flotta più numerosa d’Italia e quasi un terzo del totale nazionale. Non significa necessariamente che Roma sia diventata Amsterdam, ma almeno qualcuno ha deciso di lasciare l’auto parcheggiata.
Bus più verdi: dal 21 al 50 per cento
Il dato più consistente riguarda però gli autobus. Nel 2019 quelli elettrici, ibridi, a metano o Gpl rappresentavano appena il 21,4% della flotta romana. Cinque anni dopo superano il 50%, oltre la media del 47,5% registrata nei capoluoghi metropolitani. In pratica, Roma è passata dalle retrovie a una posizione più che dignitosa.
L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ricorda inoltre che questa fotografia non comprende ancora completamente gli investimenti più recenti: 121 nuovi tram CAF Urbos, treni Hitachi, nuovi autobus, lavori su metro e tranvie, nuove linee e il progetto idrogeno ad Acilia.
La promozione c’è, la laurea ancora no
Insomma, l’Istat promuove Roma, ma senza consegnarle la corona d’alloro. I numeri dicono che il sistema migliora; ai romani resta il compito, assai più concreto, di accorgersene alla fermata.


