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Rome 15K corre verso quota 5mila: il centro storico diventa una pista. I consigli pratici di un Iron Man per affrontare la prova

La Rome 15K torna l’8 novembre con l’obiettivo di superare quota 5mila partecipanti. Gara competitiva di 15 chilometri, 5K, sport inclusivo ed eventi collaterali animeranno il cuore di Roma, con partenza e quartier generale alle Terme di Caracalla.

Rome 15K corre verso quota 5mila: il centro storico diventa una pista. I consigli pratici di un Iron Man per affrontare la prova

Domenica 8 novembre torna la corsa di 15 chilometri nel cuore della Capitale. Attesi oltre 4mila partecipanti nella competitiva e 1.500 nella 5K. Percorso tra Caracalla, Colosseo, piazza Venezia e piazza di Spagna. Ecco anche come può prepararsi chi corre soltanto per passione.

Roma si prepara a rimettere le scarpe da corsa. Domenica 8 novembre torna la Rome 15K, appuntamento ormai consolidato nel calendario del running capitolino, con numeri che per l’edizione 2026 potrebbero segnare un nuovo record. Le iscrizioni raccolte finora fanno prevedere oltre 4mila partecipanti nella prova competitiva sui 15 chilometri, ai quali potrebbero aggiungersi circa 1.500 partecipanti alla 5K non competitiva, valida anche come campionato regionale sulla distanza. Il traguardo simbolico è dunque superare quota cinquemila.

Roma si trasforma in un percorso

Il cuore logistico della manifestazione sarà ancora una volta viale delle Terme di Caracalla. Il percorso definitivo dovrà essere ufficializzato da Roma Capitale, ma la gara attraverserà alcuni dei luoghi simbolo della città: piazza Venezia, piazza del Popolo, piazza di Spagna, piazza Navona, via dei Fori Imperiali e Colosseo.

Organizzata dalla Forhans Team guidata da Gianluca Calfapietra, la Rome 15K ha raccolto negli ultimi anni l’eredità della Roma by Night Run e della Rome 21K. Una distanza, quella dei 15 chilometri, che rappresenta una sorta di terra di mezzo perfetta: abbastanza lunga da mettere alla prova resistenza e gestione dello sforzo, ma ancora accessibile anche al runner amatoriale ben allenato.

Tra le novità annunciate c’è anche un video 3D del percorso, che verrà diffuso dopo l’approvazione definitiva del tracciato, oltre a un sistema di cronometraggio con rilevazioni intermedie ai chilometri 5 e 10 e aggiornamenti in tempo reale.

Quindici chilometri senza essere professionisti: come prepararsi

Per affrontare la Rome 15K non serve vivere come un atleta olimpico. Serve però evitare il classico errore del runner della domenica: passare improvvisamente da cinque chilometri al parco a quindici chilometri tirati tra sampietrini, salite leggere e adrenalina da gara.

Per chi corre già due o tre volte alla settimana, le settimane che separano dalla manifestazione possono essere utilizzate aumentando progressivamente il chilometraggio. Una seduta più lunga a ritmo tranquillo, una corsa breve e facile e un allenamento leggermente più brillante rappresentano già una buona base. L’obiettivo non dovrebbe essere arrivare a correre ogni volta 15 chilometri, ma abituare gradualmente gambe, cuore e respirazione a stare in movimento più a lungo.

Negli ultimi sette-dieci giorni meglio invece diminuire il carico: il lavoro importante deve essere già stato fatto. Arrivare stanchi alla linea di partenza per aver voluto recuperare allenamenti perduti all’ultimo momento è uno dei sistemi più semplici per rovinarsi la domenica.

Draghetti: “La resistenza non è soltanto stringere i denti”

Un principio che conosce bene Bernardo Draghetti, runner e atleta Ironman, abituato quindi a distanze ben più severe. La sua filosofia, raccontata anche parlando del rapporto tra sport, disciplina e alimentazione, parte da un concetto semplice: resistere non significa soltanto sopportare la fatica, ma conoscere il proprio corpo e alimentarlo correttamente.

Tradotto sulla Rome 15K: niente esperimenti il giorno della gara. La colazione dovrebbe essere quella già provata negli allenamenti, con alimenti facilmente digeribili e una buona quota di carboidrati. Anche l’idratazione va iniziata prima della partenza, senza aspettare di avere sete.

Draghetti insiste inoltre sull’importanza di reintegrare ciò che si consuma: nelle attività di endurance i carboidrati rappresentano il carburante principale, mentre dopo lo sforzo diventa utile associare liquidi, carboidrati e proteine per favorire il recupero. Una regola apparentemente banale ma spesso dimenticata da chi considera il dopo-gara soltanto come il momento della fotografia con la medaglia.

E poi c’è il consiglio più importante: non partire troppo forte. Nei 15 chilometri l’entusiasmo dei primi mille metri può presentare il conto molto prima del Colosseo. Meglio trovare subito il proprio ritmo, correre i primi cinque chilometri con una sensazione di controllo e aumentare eventualmente soltanto nella seconda metà.

Sport, inclusione e un intero weekend a Caracalla

Confermato anche il progetto Charity con le Joëlette del SOD Italia Running Team, promosso dalla Fondazione Carol ETS per favorire la partecipazione allo sport delle persone con disabilità.

Dal 6 all’8 novembre, nei pressi dello Stadio delle Terme di Caracalla, tornerà inoltre lo Sporterxpò, con ritiro dei pettorali, stand ed eventi collaterali. In programma attività di Nordic Walking, ciclismo, atletica giovanile, yoga e ginnastica.

La Rome 15K punta così a diventare qualcosa di più di una gara. Per i più veloci sarà cronometro e prestazione. Per migliaia di altri sarà soprattutto una sfida personale: quindici chilometri dentro Roma, con il privilegio non trascurabile di avere come pubblico Colosseo, Fori Imperiali e piazza di Spagna. E per una mattina la città più trafficata d’Italia proverà a misurare la velocità in minuti al chilometro invece che in chilometri di coda.