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Salva-Roma, Alemanno scrive ai romani: “Un sindaco non dà ultimatum”

“Cari cittadini romani, non posso nascondere la mia sorpresa e la mia indignazione di fronte a quello che sta succedendo in queste ore dopo il ritiro del decreto Salva Roma”. inizia così una lettera che l’ex sindaco Gianni Alemanno scrive ai suoi concittadini. “Un Sindaco – continua Alemanno – ha il dovere di cercare di risolvere i problemi e non certo dare ultimatum che ricadono inevitabilmente sulla vita dei cittadini, unici eroi di questa città. Roma rischia di entrare in una paralisi e in un dissesto finanziario senza precedenti.

Non voglio fare paragoni, ma quando nel 2008 trovammo un buco di bilancio 15 volte superiore rispetto al disavanzo che Marino deve oggi fronteggiare (un buco  di 12 miliardi e 300 milioni ereditati dalle precedenti Giunte di centrosinistra contro 815 milioni di disavanzo attuale, in buona parte accumulati dallo stesso Marino)  riuscimmo a ottenere dal governo Berlusconi il salvataggio di Roma senza tutte questi vergognose retromarce. Oggi è inutile e straordinariamente grave che il sindaco Marino non trovi niente di meglio da fare che minacciare di bloccare la nostra città per costringere i suoi riferimenti politici nazionali a garantire quelle risorse finanziarie che erano state già promesse tre mesi fa.

Gli obiettivi si raggiungono lavorando come fate voi cittadini romani che vi alzate al mattino e, sacrificio su sacrificio, andate al lavoro, vi prendete cura della vostra famiglia e fate i conti con le bollette da pagare e con una quotidianità che non è sempre rosea. Ma mai vi è venuto in mente di minacciare, di fermare tutto perché quello che avevate davanti era troppo difficile da affrontare. Il decreto Salva Roma permette alla Città l’utilizzo di 485 milioni, di cui 320 milioni già impiegati per pareggiare il bilancio 2013, mentre i restanti 165 sarebbero dovuti servire per il bilancio 2014.

È ridicolo che Ignazio Marino cerchi di scaricare sulla nostra amministrazione la responsabilità di questo disavanzo. Quando abbiamo fatto il passaggio di consegne lo squilibrio reale era di 165 milioni e avevamo già predisposto gli atti per tenere sotto controllo la spesa corrente anche prima dell’approvazione del bilancio.
Ma, nonostante tutti i miei avvertimenti Marino non ha adottato nessuna misura per frenare la spesa corrente che è continuata a crescere, da giugno a novembre, fino a creare un disavanzo di 815 milioni.
Non a caso la vera preoccupazione del Sindaco non è tanto il bilancio del 2013, a cui mancherebbero “solo” 320 milioni, ma il bilancio di quest’anno che ha un buco che rischia di superare il miliardo.
Si giunge a queste cifre vertiginose grazie alla totale inerzia dell’attuale Giunta che non approva delibere urbanistiche in grado di garantire nuove risorse, che non tenta di vendere o privatizzare nessuna delle municipalizzate, che non riqualifica la spesa e che vede ridurre vertiginosamente anche i contributi del trasporto pubblico locale provenienti dalla regione Lazio.

In questa situazione tutti i servizi essenziali per i cittadini e le famiglie sono a rischio. Rischiano di chiudere gli asili nido, le mense scolastiche, i servizi sociali per disabili e anziani. Possono fermarsi gli autobus e le metropolitane, lo smaltimento dei rifiuti e la già carente pulizia delle strade. I turisti che vengono a Roma potrebbero trovare musei e beni culturali gestiti dal Comune chiusi per carenza  di personale. Il cittadino spesso non se ne rende conto ma tutto quello che regola la sua vita quotidiana, salvo solo la sanità, dipende direttamente dal funzionamento del Comune, il cui dissesto potrebbe sconvolgere il nostro vivere civile.

Roma in questi anni ha affrontato prove durissime, ha retto nonostante mille difficoltà il suo pesante e costoso ruolo di Capitale della Repubblica. Oggi rischia di essere abbandonata a se stessa in un gioco di palazzo di cui è perfino difficile comprendere le finalità. Io mi auguro che tutto questo non accada. Siamo qui a fare il nostro dovere anche dall’opposizione, perché amiamo questa città, ma è veramente tempo che l’amministrazione Marino e il governo Renzi la smettano con questi vergognosi scaricabarili e si assumano le proprie responsabilità di membri del partito di maggioranza relativa. Altrimenti è meglio che il sindaco Marino si dimetta e ci mandi a votare il più presto possibile. Roma non si merita tutto questo”.