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San Basilio, nuovo assalto al 118. “Noi lì abbiamo paura a lavorare”

La denuncia degli operatori sanitari. L’ultimo caso durante l’intervento per soccorrere un 50enne colpito da un arresto cardiaco. L’ambulanza arriva in solo 4 minuti ma ad attenderle i soccorritore c’è una folla inferocita che accoglie i medici con schiaffi, sputi ed insulti. Ora il personale sanitario ha paura ad operare nella zona ed in molti minacciano di chiedere il trasferimento

Quando alle 19.29 è arrivata una chiamata al 118 per avvisare che un uomo si era sentito male in strada perdendo coscienza, un ambulanza è partita alla volta di San Basilio. Ma quando i soccorritori dopo 4 minuti sono arrivati sul posto hanno trovato  ad attenderli un gruppo di persone inferocite. A terra un 50enne, colpito da un sospetto arresto cardiaco. Subito, inspiegabilmente, sono partiti insulti, sputi, schiaffi mentre l’equipaggio raccoglieva l’uomo per portarlo dentro l’ambulanza.

ares 118 03

Il racconto di Sergio Bussone, responsabile regionale Cgil per l’Ares 118, è il racconto di una follia che si rinnova. Appena una settimana fa infatti la folla era scesa in piazza inferocita contro gli operatori sanitari che stavano soccorrendo un ragazzo ferito durante una colluttazione per un diverbio stradale.
Un episodio che è l’ennesimo campanello d’allarme di una tensione che serpeggia nel quartiere. Nell’ultimo caso non ci sono stati feriti, ma il medico, giunto con una seconda ambulanza come da prassi quando la persona da soccorrere è grave ha incontrato non poche difficoltà nel prestare le cure al 50enne. “Mentre il medico saliva sulla prima ambulanza dove era stato sistemato l’uomo – racconta Bussone – alcuni degli aggressori sono addirittura saliti sul mezzo con la prepotenza e solo a fatica sono stati fatti scendere. L’ambulanza è poi partita a tutta velocità verso il Pertini, dove oltre all’uomo che si era sentito male sono stati medicati anche i sanitari che lo avevano soccorso”.
Sconosciuti i motivi dell’aggressione: “Anche noi non riusciamo a capirlo, quello che sappiamo è che non è la prima volta – conclude Bussone – Così però non si può andare avanti, c’è il rischio che gli operatori del 118 che lavorano in quella zona chiedano il trasferimento. Noi, da parte nostra, siamo anche disponibili a fare un’assemblea pubblica, magari portando i mezzi danneggiati, per sensibilizzare i cittadini che, per la maggior parte, sono contro queste aggressioni.