“Apprendiamo con sgomento e sdegno quanto sembra accadere a due passi dal lago di Bracciano, ancora in territorio del XX Muncipio, dove è stata autorizzata dalla Provincia di Roma, guidata dall’attuale governatore del Lazio Nicola Zingaretti, addirittura una discarica di rifiuti radioattivi. Un fatto gravissimo, e chiediamo perciò al ministro Clini le opportune verifiche e il ritiro dell’atto dell’amministrazione provinciale. Ci chiediamo come sia possibile parlare di rispetto dell’ambiente e chiedere di votare il referendum contro il nucleare e poi dare via libera a certe iniziative. Serve subito chiarezza su un atto di fine mandato che sembra rientrare nello squallido elenco dei favori pre-elettorali”.
Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale e consigliere della Regione Lazio Fabrizio Santori, “a proposito della Determinazione della Provincia di Roma n.127 del 14 gennaio 2013, che autorizza un impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti radioattivi”.
“Se queste sono le premesse, cosa dobbiamo aspettarci da Zingaretti e dal partito democratico alla Regione? Questo comportamento ambiguo, che nei fatti smentisce gli impegni presi con gli elettori, è preoccupante e grave. Più di una volta ci è capitato di alludere a Zingaretti usando il soprannome di Saponetta. Anche oggi nessun nomignolo appare più azzeccato. Ma la trasparenza, la salute, il rispetto per l’ambiente e per coloro che lo abitano non sono e non possono diventare argomenti di secondo piano nascosti dietro l’inadeguatezza di un governatore. Zingaretti si assuma le proprie responsabilità e faccia subito piena luce su questo argomento”, conclude Santori.
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