Non si può non fare riferimento al decreto Salva Roma, a noi piace aggiungere la parola romani perché se salviamo Roma ma non salviamo i romani, capiamo tutti che siamo al disastro
I nostri quattro punti fermi: quantità e qualità di servizio, non privatizzazione che equivale a svendere, diritti dei lavoratori, preservare il lavoro, equità e progressività fiscale, senza prevedere ulteriori aumenti di tassazione all’interno di questi parametri, pronti a discutere e a trovare sul merito le intese. Per evitare questa sorta di commissariamento ingessi Roma, un patto triangolare giocato sulla trasparenza, sulla coerenza ma anche sulla costanza dei rapporti tra il Comune, le OO.SS e le imprese, per ridarci una visione e un nuovo modello per Roma Capitale. In tale contesto anche noi sentiamo di essere classe dirigente di questa città, pronti a fare la nostra parte ripartendo dal lavoro, dai lavoratori e dai servizi. Intraprendere un’azione riformista che quest’ultima venga considerata solo in termini negativi bensì occasione di discutere della quantità e qualità dei servizi
Sul TPL bisogna pensare ad un’unica società con Regione Lazio, Ferrovie dello Stato, Comune di Roma, mentre su ACEA e AMA l’idea è rafforzare le integrazioni sulle politiche industriali e chiusura del ciclo dei rifiuti, non penserei ad altri soci né a forme di azionariato popolare. Un conto sarà valutare il servizio e le ricadute, un conto cambiare la natura delle Società. Siamo in attesa dell’incontro con l’amministrazione comunale per capire esattamente quale è il piano di intervento.
Claudio di Berardino, Segretario Cgil e Lazio
