Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Senza soldi non c’è saldo che tenga. Per un romano su due zero acquisti

Senza soldi non c’è saldo che tenga. Per un romano su due zero acquisti

L’allarme delle associazioni dei consumatori. I consumi sono crollati ad aprile e difficilmente gli sconti che inizieranno dal 7 luglio porteranno ad un rilancio. In crisi sopratutto i piccoli commercianti, mentre nella boutique del centro non aspettano altro che l’arrivo dei turisti stranieri. Per le famiglie previsioni cupe: più della metà dovrà restare a sognare tempi migliori davanti alle vetrine

I soldi non ci sono, e fare acquisti per le famiglie romane è sempre più difficile. E anche dai saldi per i commercianti non verrà nessuna boccata d’ossigeno. L’allarme viene dal Codacons: “vendite in picchiata, anche con punte del -20% per i piccoli negozi rispetto allo scorso anno”.

saldi estivi


Sempre meno famiglie potranno permettersi acquisti durante gli sconti, e se nel 2012 il 55% dei romani aveva acquistato almeno un capo, quest’anno le previsioni annunciano che non si valicherà la soglia psicologica del 50%. Più della metà delle famiglie resterà a sognare davanti alle vetrine dovendo fare i conti con portafogli sempre più leggeri. Ma anche per chi farà acquisti il leitmotiv è quello della “spending review”: il valore medio dello scontrino si attesterà infatti tra i 78 e gli 85 euro. “L’unica speranza risiede nei turisti stranieri – fanno sapere dal Codacons – gli unici che sembrano disposti a spendere soldi nella capitale; la loro presenza, tuttavia, sarà forte nelle grandi boutique del centro e quasi impercettibile negli altri negozi”.
I dati sono confermati anche dal Codici, che evidenzia come il crollo dei consumi ha toccato ad aprile persino i prodotti alimentari: secondo i dati dell’Istat, infatti, ad aprile le vendite al dettaglio sono scese dello 0,7% su marzo e del 4,5% nel confronto annuo. Sono molti i consumatori che dichiarano di impiegare la quattordicesima interamente in tasse e bollette e di non potersi permettere gli acquisti che si effettuavano gli anni passati.
Per finire ecco qualche consiglio dal decalogo pubblicato dal Codacons con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare, il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi, non ad un buono. Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Attenzione sempre a che lo sconto sia reale: nei giorni precedenti andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo e diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi: un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.