Ossessionato dalla bellezza e dalla stupidità umana. Ufficialmente Vittorio Sgarbi incontra due amici: il ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray e il giurista-costituzionalista Michele Anais. C’è da presentare il suo libro “Il tesoro d’Italia” ma ogni volta che Vittorio Sgarbi ha un microfono in mano lo show è garantito. Gianni Agnelli, Berlusconi, poi Vanna Marchi per finire come i ragazzi “che comprano i jeans già strappati” “ e poi tuonare contro la “moda di essere gay”. E la polemica è servita.
Il tema principale è l’incapacità della scuola di fornire un piano valoriale e una cultura di base sino agli antidoti alla cialtroneria, tant’è che definisce Vanna Marchi e la sua “truffa delle pietre” un personaggio comico che ha ingannato “agricoltori che avevano studiato ragioneria”. E poi Gianni Agnelli, nell’incontro al Senato, durante il quale il presidente della Fiat confessò di non aver mai visto le opere di Piero della Francesca: “Parlando mi resi conto che a quasi 80 anni Agnelli non era mai andato a vedere a vedere gli affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo. Ma allora per cosa era vissuto? Poi ho interrogato Berlusconi e anche lui – in punto di morte – mi sono reso conto che non ci andrà. Ma è possibile che un uomo possa vivere senza vedere Piero della Francesca? Perché non l’hai fatto?.. “ho visto molte partite Juventus-Torino… “, e allora sarai un coglione.. Come quelli che a Venezia vogliono fare un luna park e una ruota…”.

Libro a parte, il sogno di Vittorio il mattatore è chiaro ed è una strada che vede il ministro annuire: “La consapevolezza del patrimonio porti alla fusione del Ministero dell’Economia e quello dei Beni Culturali creando un Ministero del Tesoro dei Beni Culturali”.
Elisa Silvestrin

