Il Campidoglio non ha ancora completato l’assegnazione delle mille autorizzazioni previste dal bando. Finché l’iter non sarà chiuso, i tassisti già in servizio non potranno ricevere la compensazione promessa, pari a circa 7mila euro. Sullo sfondo resta la battaglia giudiziaria. Il tassametro dei ristori continua a segnare zero. A Roma il bando per le nuove licenze taxi non è ancora arrivato al capolinea e, anche per questa estate, gli operatori già in servizio dovranno rinunciare alla somma promessa dal Campidoglio come compensazione per l’aumento della concorrenza.
Il meccanismo prevedeva che l’80% degli incassi ottenuti dalla vendita delle mille licenze fosse redistribuito tra i tassisti romani. Una cifra stimata intorno ai 7mila euro a testa. Prima di effettuare i bonifici, però, il Comune deve completare tutte le assegnazioni. E all’appello mancano ancora 68 autorizzazioni.
Licenze, la corsa non è ancora finita
Secondo i dati forniti dal dipartimento Mobilità al presidente della commissione Trasparenza, Federico Rocca, al 13 luglio risultavano rilasciate 780 licenze ordinarie e 193 destinate alla mobilità universale. Restano da concludere le procedure per 48 licenze dedicate al trasporto delle persone con disabilità. Soltanto dopo gli uffici potranno procedere allo scorrimento delle ulteriori 20 licenze ordinarie, ciascuna dal valore di 75.500 euro.
Un percorso rallentato dai ricorsi presentati dai partecipanti alla cosiddetta “terza opzione”, che avevano contestato le graduatorie davanti al Tar del Lazio. I giudici hanno imposto al Comune di rivedere gli elenchi, aprendo una nuova fase amministrativa e un ulteriore fronte di polemiche.
Il Tar può rimescolare ancora le carte
I ricorrenti sostengono che la sentenza imponesse una riscrittura complessiva delle graduatorie, non l’attribuzione automatica di licenze per la mobilità universale. Per questo hanno chiesto la nomina di un commissario ad acta. La decisione è stata rinviata al 21 ottobre, quando il Tar dovrà valutare l’ottemperanza del Campidoglio. Nel frattempo Palazzo Senatorio procede con cautela, forse nel timore che una nuova pronuncia possa rimettere tutto in discussione.
Il risultato è un ingorgo amministrativo: le licenze restano da assegnare, i ricorsi continuano e i ristori promessi ai tassisti rimangono parcheggiati.

