Ospedali senza posti letto, liste di attesa tendenti all’infinito e poi tagli al trasporto pubblico. La Regione Lazio è ufficialmente povera ma non rinuncia al lusso di partecipare ad un progetto europeo dai contorni discutibili. Soprattutto se si naviga senza un soldo in cassa e i servizi essenziali cadono sotto la scure.
Spese folli? Il giudizio al lettore. Con la deliberazione 309 del 10 ottobre scorso, l’assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili chiede alla Giunta di Nicola Zingaretti l’autorizzazione a spendere 280 mila euro per finanziare un progetto di studio del patrimonio musicale antico. Esatto, un programma Ue, denominato Emap “European Musica Archaeology Project” finalizzato “a favorire la circolazione di persone e conoscenze in ambito europeo, partendo dagli studi relativi al patrimonio musicale europeo antico.
La stessa Unione Europea che fa finta di non vedere gli sbarchi dei clandestini in Sicilia e il dramma della morte, trova tempo e denaro per dedicarsi ai viaggi e studi degli appassionati e degli studiosi di musica antica. E la Regione Lazio, raccogliendo la richiesta del Comune di Tarquinia, ci mette anche denaro fresco. E così con una cifra “modesta” si impegna ad organizzare un evento che avrà ricadute mirabolanti sul turismo e sulla cultura del territorio: “una mostra itinerante sulle origini e sull’evoluzione della musica europea, prevista a Roma nella primavera 2016”. Roba che i buyer del turismo faranno a gare per acquistare i soggiorni nelle varie località toccate dall’evento internazionale.

Ovvio che se la Regione cofinanzia, l’Europa ricca, quella degli accademici del The Cyprus Institute (Cipro), Deutsches Archaeologisches Institut (Germania), Musik i Syd AB Skane Kronoberg (Svezia), Osterreichische, Akademie der Wissenschaften (Austria), Royal Conservatoire of Scotland (Regno Unito), University of Huddersfield (Regno Unito) e Universidad de Valladolid (Spagna) beneficeranno di un budget totale di quasi 4 milioni di euro, 560 mila dei quali alla Regione Lazio che, a sua volta li incassa e li rigira parte al Comune di Tarquinia che è risultato il leader del bando e parte invece li investirà nella mostra.
“Il problema non è la spesa che fa parte dei fondi europei à spiega il consigliere Fabrizio Santori – ma l’opportunità in primis dell’Europa che si permette di stanziare una cifra folle per questo settore e poi del Comune di Tarquinia e della Regione Lazio che avallano un comportamento decisamente bizzarro in un momento in cui nel nostro Paese le emergenze sono altre e partono dai servizi primari come la salute, il trasporto pubblico e l’occupazione. L’Unione Europea è un mondo lontano e la favola dei fondi europei sembra una vera burla: la musica antica non è una priorità e lo sanno le migliaia di famiglie che ogni giorno combattono per sfamare i propri figli. Non è demagogia – conclude Santori – ma la certezza che il nostro territorio se vuole uscire dalla crisi deve scegliere le sue priorità”.
