A Roma 100mila persone non arrivano alla fine del mese. E alla mensa di Sant’Egidio gli italiani sono la prima nazionalità, con una media di tremila persone che ogni sera chiedono un pasto caldo.
Numeri choc, che descrivono una Capitale piegata dalla crisi economica e dove i vecchi clochard sono uomini e donne che hanno per tutto: casa, lavoro e spesso la dignità. La fotografia impietosa è di Francesca Zuccari, responsabile della mensa della Comunità cattolica da sempre in prima linea nell’assistenza degli ultimi che, per l’occasione, ha presentato la guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi 2014” per i senza fissa dimora.
I NUMERI DELLA POVERTA’. Gli italiani rappresentano la prima nazionalità e il numero complessivo che frequenta la mensa è passato da 3mila nel 2012 a più di 3300 nel 2013. Secondo i dati presentati, le persone senza dimora sono circa 8mila e durante l’inverno trovano riparo presso i centri di accoglienza notturna del Comune, di parrocchie, di istituti religiosi e associazioni di volontariato 3.360 persone (1560 presso parrocchie e associazioni e 1.800 presso centri convenzionati con Roma Capitale). Si può’ cosi’ stimare, secondo la Comunità, che 2.500 non trovano riparo per la notte e 2mila vivono in alloggi di fortuna.
L’ESERCITO IN CAMPO. Le associazioni e i gruppi che svolgono un servizio di strada sono 35 (4 in più rispetto all’anno precedente) e sono più di 2200 i romani che gratuitamente la sera si impegnano in questo modo. Infine, per l’emergenza freddo, la Comunità di Sant’Egidio ha aperto anche quest’anno uno spazio di accoglienza per chi è senza fissa dimora che va ad aggiungersi alle strutture già attive a Trastevere. Il centro, che dispone di 12 posti letto, accoglie per il periodo invernale le persone che vivono abitualmente per strada nel quartiere e si trova all’interno di palazzo Leopardi, in piazza Santa Maria.
I NUOVI ISCRITTI. 4.303 persone (800 in più’ rispetto al 2012). In particolare, nel centro Genti di pace sono 3477 tra singoli e famiglie, nel centro italiani sono 826 tra famiglie in difficoltòà, anziani e adulti disagiati. Presso il Centro italiani, il numero delle persone venute per la prima volta durante il 2013 e’ cresciuto del 52% rispetto allo scorso anno ma è cresciuto anche il numero complessivo delle persone e delle famiglie già conosciute negli anni passati che ritornano alla comunità di Sant’Egidio per chiedere lavoro e per aiuto alimentare (+59%), delle quali un quarto sono persone anziane. Sono aumentate nel 2013 anche le chiamate arrivate al Telefono della Comunità di Sant’Egidio: 1.175 di cui 641 per problemi economici e/o abitativi (55% rispetto al 43% del 2012).
