Altro che i duelli tra gladiatori, ancora più appassionante della lotta con i leoni: la sfida tra Mariarosaria Barbera, strenua garante della salute dei monumenti archeologici della città eterna, e il primo cittadino Gianni Alemanno si arricchisce di una nuova entusiasmante puntata.
Quando la Questura le ha comunicato la necessità di chiudere il Colosseo, avrà pensato ad una rilettura della storia, con un barbaro venuto dal Sud, invece che calato dal Nord. Ma non ci sono nemici alle porte di Roma, la minaccia per le ricchezze della zona archeologica dei Fori imperiali vengono proprio da un annuncio proclamato da uno dei colli romani: dal Campidoglio infatti il primo cittadino aveva annunciato all’inizio della campagna elettorale la volontà di chiudere la sua corsa alla rielezione, in gran stile davanti al simbolo della romanità.
Da calendario, per venerdì è previsto che intorno al palco montato proprio di fronte all’arco di Costantino, dalle 15.30 si raduneranno i sostenitori di Gianni Alemanno in attesa dell’intervento finale di Silvio Berlusconi. La Questura non vuole correre rischi per la sicurezza, così ha comunicato alla Sovrintendenza la volontà di chiudere l’area archeologica del Foro Romano e Palatino.
“Una danno di immagine incalcolabile, oltre a quello economico pari ad almeno 50mila euro – ha tuonato la Mariarosaria Barbera dalle stanze della Sovrintendenza – Se esistono ‘esigenze di ordine e di sicurezza pubblica’, come scrive la Questura, tali da richiedere la chiusura del Colosseo e del Foro, quali rischi corrono i monumenti archeologici? E perché non si è voluto spostare il comizio?”.
Che tra Alemanno e la Barbera non corra buon sangue è cosa nota. Questa del comizio va ad arricchire la sequela di ‘casus belli’ che ha visto i due sfidarsi in più di un’occasione: basti ricordare la querelle infinita per il patrocinio dei lavori di ristrutturazione del Colosseo, nonché per il cantiere della Metro C, e come non ricordare la polemica sempre per un palco, quello montato in occasione della manifestazione per i marò. Dal canto suo il primo cittadino uscente non ha avuto mai parole tenere nei confronti delle tutele espresse nei confronti dei monumenti, accusando più volte la stessa Barbera di eccessivi allarmismi e di una eccessi di burocrazia.
L’ultimo sasso è lanciato e ancora una volta il sindaco ha deciso di voler tirar diritto per la sua strada. Nessun passo indietro e una richiesta alla Questura di garantire l’operatività dell’area monumentale. Nel frattempo è di nuovo guerra intorno al Colosseo.

