Juan Bernabé denuncia per minacce uno dei responsabili della tifoseria biancoceleste. Al centro del caso una telefonata con l’invito a non presentarsi più alle iniziative laziali insieme all’aquila Olympia
Da simbolo dell’Olimpico a presenza sgradita nelle feste biancocelesti. La caduta di Juan Bernabé, per anni incaricato di far volare l’aquila Olympia prima delle partite della Lazio, aggiunge ora un nuovo capitolo giudiziario a una storia già ricca di licenziamenti, sfratti, accuse e clamorose apparizioni social.
Spiccate simpatie di destra
Bernabé aveva avuto una grande notorietà circa tre anni fa, quando fece il saluto romano prima di una partita di campionato. Ebbe una breve sospensione, prima di riprendere il suo posto. Rilasciò delle interviste in quei giorni e parlò delle sue simpatie politiche: “Io sono una persona assolutamente di destra, sono un seguace del partito Vox in Spagna come lo sono tanti miei amici calciatori. Ma non ho idee fasciste. Non rinnego il mio gesto, stimo Mussolini: ha fatto grandi cose per l’Italia, così come Franco in Spagna”.
Di recente l’ex falconiere ha presentato una denuncia per minacce contro un esponente di primo piano della tifoseria organizzata laziale. A spingerlo a rivolgersi alle autorità sarebbe stata una telefonata dai toni intimidatori, durante la quale gli sarebbe stato intimato di non partecipare più alle manifestazioni pubbliche legate ai colori biancocelesti.
Dall’Olimpico all’esilio biancoceleste
La rottura tra Bernabé e la società risale alla pubblicazione sui social delle immagini relative all’intervento chirurgico per l’impianto di una protesi peniena. Un’esibizione decisamente lontana dal cerimoniale dell’aquila Olympia, che aveva spinto il club di Claudio Lotito a interrompere immediatamente la collaborazione.
Da quel momento il rapporto con l’universo laziale si è trasformato in una lunga battaglia. Dopo il licenziamento, Bernabé era rimasto per mesi nell’alloggio del centro sportivo di Formello, fino allo sfratto disposto dal Tribunale di Tivoli. Nel frattempo aveva continuato a presentarsi con Olympia a eventi privati, inaugurazioni e iniziative organizzate dai tifosi.
La telefonata e la denuncia
Proprio questa volontà di continuare a rappresentare pubblicamente la Lazio avrebbe provocato nuove tensioni. Secondo quanto riferito nella denuncia, l’ex falconiere sarebbe stato invitato con modi tutt’altro che diplomatici a restare lontano dalle manifestazioni biancocelesti. Bernabé ha quindi deciso di affidare la risposta non più ai social, ma alla magistratura. Saranno ora gli investigatori a ricostruire contenuto, provenienza e reale portata della telefonata. La guerra dell’aquila, insomma, non vola più sopra la Curva Nord: atterra direttamente in Procura.

