Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Stil novo in Campidoglio, ora si pedala. Annarella sul palco incorona Marino

Stil novo in Campidoglio, ora si pedala. Annarella sul palco incorona Marino

Immancabile arrivo in bicicletta, niente scorta e giro tra i cittadini. Il primo giorno del neo sindaco si conclude con una festa nella piazza di fronte al Palazzo Senatorio. In centinaia ad attenderlo, ma niente brindisi: tutto è a basso profilo. Ignazio Marino si porta sul palco la nonnina mascotte degli antiberlusconiani e poi si prende gli applausi della associazioni dei ciclisti: approccio informale e contatto con le persone, la politica prova a riprendersi la piazza partendo dalla semplicità

di Alberto Berlini

Sono qualche centinaio i romani che hanno risposto all’invito di Ignazio Marino a festeggiare la vittoria in Campidoglio. Pochi certo ma data l’ora, le 18, e il giorno scelto, un giovedì non ci si poteva aspettare di riempire la piazza di fronte al Palazzo Senatorio, tant’è che a scarseggiare erano solo i posti all’ombra. Non che la disaffezione delle piazze alla politica sia una cosa nuova, ma almeno in questo nulla è cambiato.

Qualcosa di nuovo però c’è. Lo stile. Uno approccio informale, un sindaco che arriva in bicicletta, senza scorta, senza forze dell’ordine e nessun codazzo di auto blu. Arranca sulla rampa michelagiolesca: già in mattinata aveva chiesto informazioni ai vigili su una bicicletta a pedalata assistita, ma pare sia troppo affezionato alla sua schimitz per abbandonarla.
I cittadini apprezzano, soprattutto sono i ciclisti a sentirsi rappresentati e a far sentire la loro presenza: “ora o mai più – dicono – è arrivato il momento di portare l’attenzione sulle zone a 30 chilometri orari”; ma non solo, attenzione anche ai pedoni e all’ambiente. E lui li ascolta: salito sul palco torna a parlare del suo cavallo di battaglia: “Fori chiusi alle auto e creazione del più grande parco archeologico del Pianeta”. Così il neosindaco scuote gli uditori, che acclamano: “Daje Marì”.
Come un mantra in quello che più che una festa diventa un giuramento in quello che lui stesso aveva definito un luogo sacro per la città, Marino torna sulla scelta di discontinuità dalla precedente gestione: “Cancelleremo la cultura del privilegio e degli amici degli amici e sceglieremo le persone più competenti, motivate, capaci cominciando proprio questa sera: sceglieremo e attribuiremo responsabilità ai funzionari più esperti che sono già dipendenti del Campidoglio, in modo tale da non avere consulenze esterne”.

Poi prima di concedersi a un girotondo della piazza inseguito dai fotografi torna a parlare di cittadini e di ascolto dei problemi della città: “Dalla settimana prossima dedicherò un giorno a settimana all’ascolto delle persone, andando nelle periferie, ma ricordate, ditemi un problema, ma anche una soluzione, so che di idee ne avete tante”. Il sindaco del popolo, in mezzo al popolo. Da destra guardano e si mangiano le mani.