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Strangolati dalla super-Irpef: 3,23%. La Regione trova i soldi, con le tasse

L’addizionale regionale sull’imposta sulle persone fisiche passa dall’attuale 1,73% al 2,33% per i redditi 2014. Un lavoratore residente a Roma con reddito medio di 21mila euro pagherà 130 euro in più rispetto al 2013. E nel 2015 andrà peggio: salvo correzioni di rotta l’Irpef sfonderà il muro del 4% quando l’aliquota regionale salirà al 3,33%. In tasse se ne andranno quasi mille euro. Contro l’aumento i sindacati che annunciano battaglia da gennaio. Per il segretario Cisl Roma e Lazio Mario Bertone: “Ci potevano essere soluzioni alternative, riducendo i costi della politica”

I conti della Regione in ordine grazie ai risparmi dei romani. La quadra del bilancio la giunta Zingaretti la trova grazie all’aumento dell’Irpef. L’addizionale regionale passa dall’attuale 1,73% al 2,33% per i redditi 2014, e al 3,33% nel 2015. I conti sono presto fatti: con lo scenario attuale nel 2014 un lavoratore residente a Roma con reddito medio di 21mila euro pagherà 707 euro di imposta, 130 euro in più rispetto a al 2013 come combinazione dell’aliquota comunale, 0,9% e regionale.
Prima di arrabbiarvi aspettate di leggere il resto. Se la super-irpef è già salita a quota 3,23% per il 2014 nel 2015, salvo correzioni di rotta sfonderà il muro del 4% quando l’aliquota regionale salirà al 3,33%. In tasse se ne andranno quasi mille euro. Gli aumenti sono previsti dalla legge finanziaria regionale 2013 per garantire il riequilibrio dei conti regionali e non interesserà solo i redditi inferiori ai 15.000 euro e neppure quelli fino a 50.000 euro percepiti da contribuenti con tre figli a carico.
Contro il maxi aumento dell’aliquota Irpef, necessario per sbloccare i fondi per i debiti alle imprese di cui il Lazio usufruisce per un totale di 8,3 miliardi, sono già scesi in campo i sindacati: “Il Lazio già era la Regione più tassata d’Italia ed ora si supera il limite”. I segretari di Cgil, Uil e Cisl Roma e Lazio lanciano la mobilitazione a partire dai primi di gennaio. Per il segretario Cisl Roma e Lazio Mario Bertone “ci potevano essere soluzioni alternative, riducendo i costi della politica”.
Con il bilancio il debito commerciale della Regione cala da 12 miliardi del 2012, a 9 miliardi nel 2013, a 5,5 miliardi nel 2014. Le spese di funzionamento del Consiglio passeranno dagli attuali 65,7 milioni a 59,7 milioni: un risparmio di 6 milioni che andranno in un fondo taglia tasse. Inoltre un è passata la proposta dell’opposizione che istituisce un “Fondo di garanzia” di 7 milioni di euro e mezzo l’anno per il pagamento del mutuo della prima casa per le famiglie più disagiate. Nella Legge di Stabilità è prevista anche l’esenzione per tre anni del pagamento del bollo auto per i proprietari di veicoli non inquinanti di nuova immatricolazione e l’istituzione del fondo  per la nascita di imprese start up innovative e il fondo per le imprese creative.