di Patrizio J. Macci
Il 9 settembre l’Apple presenta ufficialmente i suoi nuovi prodotti, tra i quali dovrebbe esserci il nuovo e atteso telefono l’iPhone 6 che per la prima volta avrà dimensioni “maggiorate” rispetto ai modelli prodotti fino ad oggi; uno schermo più grande per allinearsi a quelli della concorrenza. Il luogo prescelto per la presentazione (il medesimo spazio nel quale venne presentato il primo computer dell’azienda) insieme al biglietto di invito recante un disegno sinuoso e una scritta dal significato misterioso, farebbero pensare al lancio di un prodotto completamente nuovo e rivoluzionario. Il primo dalla scomparsa del fondatore dell’Apple Steve Jobs. Invece no.
Da mesi il web è impestato da fotografie, ricostruzioni, rendering e indiscrezioni sul nuovo desideratissimo oggetto. La mitica segretezza e maniacale discrezione della Mela per i propri prodotti è infranta da un “romano da esportazione”, con una recensione video di quello che ha tutta l’aria di essere il nuovo telefono o un prototipo avanzatissimo realizzato con materiali inerti.
Lui è Enrico Tedeschi, settanta anni suonati emigrato in Inghilterra venti anni fa, generazione baby boomers con un passato lavorativo da imprenditore nel mondo dell’hi tech da “indipendente” come importatore in Italia del Sinclair Zx Spectrum (uno dei primi computer da tavolo prima dei moderni sistemi operativi costruito negli Anni Ottanta), ora si diletta nel collezionismo di radio antiche e cimeli marconiani.
“Smanettone” tecnologico incallito, azionista della Apple e attento osservatore del mondo digitale e delle sue evoluzioni. Uno che i computer non solo sa come si accendono, ma che capisce anche quello che succede quando si preme il tasto “invio”, come ha detto Umberto Eco.
La rete ha battezzato il nuovo apparecchio iPhone Extra Large (XL). L’esemplare che viene mostrato nel video è molto di più delle solite immagini virtuali, qualcuno ha ipotizzato che potrebbe trattarsi di un oggetto realizzato con una stampante 3D e poi verniciato replicando esattamente le icone delle applicazioni. La fonte dell’apparecchio sarebbe una “gola profonda” che ha fornito un esemplare sottobanco. Comunque, messo a confronto con il modello precedente, l’apparecchio è molto più seducente.
C’è un ritorno alla forma saponetta anche se con uno spessore di pochi millimetri. La domanda che si pone lo scapigliato protagonista alla fine del filmato, è appropriata quanto logica: “Perché acquistare un nuovo telefono che, fondamentalmente, ha solo uno schermo più grande ma con un sistema operativo che può essere installato anche sul modello precedente?

