Un recente gossip politico accosterebbe Sylvie Lubamba al generale Roberto Vannacci in veste addirittura di “consulente della comunicazione”. Un’ipotesi che sembra uscita da una sceneggiatura surreale e che fa venire in mente un altro cognome, molto più musicale.
Esiste un limite oltre il quale la cronaca smette di inseguire la realtà e comincia a rincorrere il teatro dell’assurdo. L’ultima indiscrezione appartiene senza dubbio a questa categoria: Sylvie Lubamba sarebbe pronta a diventare l’esperta di comunicazione del generale Roberto Vannacci. Condizionale d’obbligo, naturalmente. Ma tanto basta per regalare uno dei cortocircuiti mediatici più irresistibili dell’estate. Perché il bello dell’indiscrezione non è tanto capire se sia vera, quanto immaginare la riunione in cui qualcuno avrebbe pronunciato quella frase senza scoppiare a ridere.
Tra algoritmi e propaganda
Ormai ai politici serve di tutto: social media manager, spin doctor, esperti di TikTok, consulenti d’immagine, coach della postura, suggeritori di sorrisi e perfino professionisti della pausa teatrale davanti alle telecamere. Mancava soltanto questo tassello. Non tanto perché possa essere vero, quanto perché costringe a immaginare la scena. C’è qualcuno che entra in una stanza, appoggia un dossier sul tavolo e dice con assoluta naturalezza: “Ho trovato la persona giusta per la comunicazione”. E nessuno chiama un medico. La sensazione è che, più che una strategia elettorale, sia nato il trailer di una commedia pecoreccia anni Settanta.
Dal gossip alla strategia: quando la politica incontra il varietà
Negli ultimi anni la politica ha imparato a utilizzare influencer, creator digitali e comunicatori sempre più originali. Nulla stupisce più. O quasi. Per questo l’accostamento tra Lubamba e Vannacci sembra appartenere più al genere della satira che a quello dell’analisi politica. Una miscela capace di mettere insieme mondi che, almeno sulla carta, sembrano distanti anni luce. Eppure proprio questa improbabilità rende la voce perfetta per alimentare discussioni, meme e commenti sui social.
L’unico “acci” che avrebbe funzionato
Ma davanti a un’accoppiata così surreale viene spontaneo pensare che ci sia stato un piccolo errore di cognome. Più che Lubamba per Vannacci forse sarebbe servito… Enzo Jannacci. Perché il compianto cantautore milanese, maestro dell’assurdo e dell’ironia, avrebbe probabilmente saputo raccontare una storia del genere trasformandola in una canzone popolata di personaggi stralunati, dialoghi improbabili e situazioni al confine tra realtà e fantasia. Avrebbe sorriso, infilato qualche strofa in dialetto e dimostrato, ancora una volta, che la vita riesce spesso a superare qualsiasi invenzione artistica.
Punto di riferimento territoriale
C’è però un dettaglio che rende l’indiscrezione meno fantasiosa di quanto possa sembrare a prima vista. Sylvie Lubamba non è una comparsa arrivata all’ultimo minuto: da circa un anno è tra i volti più attivi del mondo vannacciano a Milano e in Lombardia, dove ha contribuito alla nascita del Team Vannacci e continua a rappresentarne uno dei punti di riferimento sul territorio. Insomma, il passaggio dal palcoscenico televisivo a quello politico non è un colpo di scena dell’ultima ora, ma un percorso iniziato da tempo.
Del resto, se l’indiscrezione dovesse rivelarsi infondata, resterà comunque uno dei gossip politici più fantasiosi dell’anno. Se invece fosse confermata, allora sarà la realtà ad aver definitivamente deciso di fare concorrenza alla satira. E a quel punto persino Jannacci, probabilmente, avrebbe alzato le mani dicendo: “Questa non l’avrei saputa inventare nemmeno io”.

