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Tavolini e bancarelle. Scontri con gli abusivi

Tavolini e bancarelle. Scontri con gli abusivi
Duro faccia a faccia del comandante Clemente durante le verifiche a via della Pace. Manifestano gli esercenti sanzionati mercoledì scorso a Tor Millina: “Che devo fare ora? La escort?”

Continua la battaglia senza quartiere della polizia municipale contro gli allestimenti abusivi degli esercizi commerciali che hanno invaso con tavoli e sedie le vie del Centro storico. Ma a finire nella rete delle operazioni di verifica delle licenze di occupazione di suolo pubblico eseguite dagli uomini del I Gruppo Trevi anche le bancarelle degli ambulanti.

In via della Pace, a due passi dall’omonimo Caffè, rimosso un banco di borse, souvenir e ombrelli gestito da indiani. A precedere le notifiche dei vigili un faccia a faccia tra Clemente e il gestore della bancarella di oggettistica, a cui faceva riferimento un venditore ambulante di ombrelli. A margine del confronto il comandante ha spiegato: “Secondo le nostre ipotesi l’uomo è uno dei capizona dei rivenditori abusivi di ombrelli, che usano il banco come base per diffondere le merci non appena c’è bisogno”.

Due banchi alimentari gestiti da italiani verranno spostati a Campo de’ Fiori. “Siamo qui almeno dal 1950 – racconta la proprietaria – la mia famiglia ha sempre abitato e lavorato tra questa zona e Campo de’ Fiori”. Preoccupata la signora Bice Tanno, residente dal ’77 a via del Parione: “Stanno togliendo tutti i riferimenti del quartiere. Soprattutto per noi anziani è sempre più difficile vivere, con i negozi storici che chiudono e le paninerie e i fast food che stanno dappertutto”. Al posto dei banchi rimossi dovrebbe trovare posto, in conformità con il “piano edicole” municipale, l’edicola attualmente situata a piazza del Fico.

Eseguiti controlli, al momento senza provvedimenti di rilievo, anche sui dehors del ristorante “Zio Ciro”, adiacente alle bancarelle e attualmente in amministrazione controllata.

Il comandante Raffaele Clemente e il presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi hanno inoltre compiuto un sopralluogo nella zona di Piazza Navona trovando Tor Millina “Chiusa per protesta” dopo lo sgombero dei tavolini di mercoledì scorso. Oltre alle attività colpite dai provvedimenti dei vigili urbani in base ai Piani di massima occupabilità, hanno abbassato le saracinesche anche gli altri esercenti della via. Al posto di tavolini e ombrelloni, cartelli affissi alle serrande che si rivolgono al sindaco Ignazio Marino chiedendo le dimissioni dell’assessore capitolino al Commercio Marta Leonori, del presidente della commissione Commercio Orlando Corsetti e della stessa Alfonsi.
E un signore che abita a via della Pace mostra il certificato medico che racconta la sua esperienza: “Il 5 luglio l’ambulanza del Santo Spirito che doveva venire a prendermi perché avevo un malore non è riuscita a passare perché la strada era invasa dai tavolini”.

Durante le verifiche degli uomini del I Gruppo Trevi della Polizia locale, un gruppo di esercenti e lavoratori di Tor Millina ha “occupato” simbolicamente lo spazio davanti all’entrata. Provenienti da una manifestazione a piazza della Madonna di Loreto, cinque-sei persone si sono sedute a terra, qualcuno addirittura gettando i propri documenti sui sampietrini. “Ringraziamo il Comune perché ci manda per strada – ha gridato Claudia, una di loro – siamo persone oneste che hanno sempre lavorato in questa città di merda, non siamo camorristi. Siamo laureati e abbiamo fatto i camerieri per pagarci l’università, è questo l’unico lavoro che ci permette di vivere. Che devo fare ora? La escort?”.