Questi i principali contenuti del nuovo Testo Unico sul Commercio presentate dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività produttive, Guido Fabiani.
Ampliamento del ricorso alla Segnalazione Certificata Inizio Attività per numerosi aspetti della vita delle imprese del settore, come ad esempio: l’avvio, il trasferimento, l’ampliamento, la modifica del settore merceologico degli esercizi di vicinato fino a 400 mq; l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento e il subingresso di attività di somministrazione di alimenti e bevande (escluse le aree sottoposte a tutela); il Suap (Sportello Unico delle Attività Produttive) diventerà l’unico punto di accesso per tutte le procedure amministrative delle imprese, uniforme su tutto il territorio, attraverso la realizzazione di una piattaforma unica telematica da mettere a disposizione dei Comuni; la promozione di accordi e convenzioni per la costruzione di una banca dati condivisa con altre PA; la standardizzazione dei procedimenti e l’unificazione della modulistica in formato elettronico.
Il Testo garantisce inoltre tempi certi e procedure più snelle per le Conferenze dei Servizi, attraverso l’eliminazione del parere regionale vincolante per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento dei grandi mercati rionali; il rilascio contestuale del titolo edilizio e di quello commerciale nel caso di avvio di medie e grandi superfici di vendita, laddove le norme lo consentano e senza possibilità di rilasciare autorizzazioni in deroga.
Secondo pilastro del TU è il decentramento attraverso il trasferimento di alcune importanti funzioni ai Comuni su mercati, commercio su aree pubbliche e somministrazione. A Roma Capitale la Regione conferisce anche ulteriori funzioni su programmazione urbanistica e commerciale, somministrazione, trasferimento e ampliamento di grandi e medie strutture di vendita. Il nuovo Testo prevede l’eliminazione di tutti i casi di autorizzazioni in deroga. Per quanto riguarda la programmazione territoriale, essa viene affidata esclusivamente ai Comuni, sulla base di precisi indirizzi e criteri regionali qualitativi e urbanistici; fino all’approvazione dei criteri e degli indirizzi regionali sulla programmazione territoriale e fino al conseguente adeguamento da parte dei Comuni dei propri strumenti, non sarà più consentito il cambio di destinazione d’uso di aree non commerciali, né l’ampliamento di strutture esistenti per l’avvio di medie e grandi strutture di vendita. In questo modo viene bloccato il nuovo consumo di suolo. Con l’eliminazione delle deroghe si evita quindi il rischio di proliferazione fuori dalle regole delle grandi strutture: dal 2001 a oggi sono stati autorizzati nel Lazio 1.174.000 mq di superfici, di cui circa l’81% in deroga, per un totale di 99 nuove strutture e 27 richieste di ampliamenti.
Il terzo obiettivo fondamentale del Testo Unico sul commercio è innovare il settore per favorirne il rilancio. In questa direzione, la Regione sosterrà, attraverso incentivi, la formazione di reti di impresa di vicinato per la gestione di: servizi comuni, riqualificazione e arredo urbano, miglioramento della sicurezza. Nel triennio 2014/2016, verranno stanziati 15 milioni di euro per incentivare la nascita e il consolidamento delle reti d’impresa
Il Testo promuove la loro autonomia finanziaria concedendo ai Comuni la possibilità di destinare al reinvestimento in progetti di marketing territoriale, riqualificazione e arredo urbano, sicurezza e contrasto dell’abusivismo commerciale parte delle imposte prodotte dalle reti di impresa. 3 milioni di euro saranno invece stanziati dalla Regione per la salvaguardia dei locali storici (botteghe, le librerie, i teatri e i cinema), verrà infatti costituito un apposito fondo rotativo per l’accesso al credito agevolato da parte dei locali e delle botteghe storiche. Allo stesso tempo il nuovo Testo Unico stabilisce i nuovi requisiti necessari: 70 anni continuativi di esercizio per quelli connotati da particolare valore storico-artistico o architettonico e destinati ad attività commerciali, artigianali e di pubblico esercizio; 50 anni per le botteghe d’arte; 50 anni continuativi di esercizio con la stessa tipologia di vendita per le attività di commercio, somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri e librerie.
Per garantire una maggiore tutela e sicurezza dei cittadini e dei lavoratori il Testo prevede l’obbligo di creazione di presidi sanitari di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali superiori ai 10.000 mq. Con il Testo la Regione sostiene e incentiva la crescita degli esercizi di vicinato, offrendo loro regole più semplici per svilupparsi e ampliarsi tramite, ad esempio, la possibilità di ingrandire la superficie del negozio attraverso l’accorpamento di locali contigui, oppure attraverso la possibilità di ampliare la superficie di vendita con una semplice Scia fino a 250 mq per i Comuni sotto i 10.000 abitanti e fino a 400 mq per tutti gli altri. Il Testo abolisce inoltre il principio di equivalenza e assegna ai Comuni la facoltà di individuare appositi spazi all’interno dei mercati, da destinare al consumo e alla somministrazione di prodotti alimentari (a esclusione di quella servita).
Viene concesso agli impianti di distribuzione di carburante di avviare maggiori servizi integrativi (vendita di alimenti, tabacchi, bevande ecc.); è prevista, inoltre, la possibilità per i Comuni di indicare limitazioni all’utilizzo continuativo e senza assistenza degli impianti self service nei centri abitati. Sono previsti poiincentivi per l’erogazione del cosiddetto “terzo prodotto” (Gpl, metano) nei nuovi distributori e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
Il Testo prevede la possibilità per le edicole di vendere anche bevande imbottigliate e prodotti alimentari non sottoposti a particolare forma di conservazione entro il limite massimo del 30% della superficie disponibile all’interno del punto vendita. Per quanto riguarda il sostegno alle azioni di contrasto all’abusivismo, la Regione le sosterrà attraverso la promozione di protocolli d’intesa con Comuni, reti d’impresa, associazioni e autorità prefettizie, finanziando campagne, azioni e progetti di educazione per i consumatori, promuovendo specifici progetti proposti dalle reti di impresa di prossimità. La Regione favorirà poi la definizione di accordi su base volontaria in ambito comunale o sovracomunale per organizzare gli orari di apertura delle strutture commerciali e mercatali, coerenti con le esigenze delle città, delle imprese e dei lavoratori. Il T.U. stabilisce inoltre regole per l’apertura dei Temporary Store (forme di vendita istantanee della durata massima di 30 giorni) e le modalità di definizione dei saldi estivi e invernali: approvazione con delibera di Giunta (sentito il parere della Conferenza unificata delle Regioni), superando l’attuale modello che prevede una legge regionale, e durata massima di 6 settimane per ciascuno periodo.
Per la prima volta, infine, la Regione utilizzerà organicamente i fondi europei per sostenere le imprese del commercio. Con il nuovo Por Fesr 2014-2020 la Regione intende quindi: sostenere le forme di e-commerce delle attività commerciali già presenti nel territorio; sviluppare le aree mercatali ecologicamente attrezzate e valorizzare l’innovazione dei sistemi imprenditoriali locali e territoriali.
