Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Tornano le svastiche sui negozi. Pro Palestina, l’orrore antisemita

Tornano le svastiche sui negozi. Pro Palestina, l’orrore antisemita

Tornano le svastiche sui negozi. Pro Palestina, l’orrore antisemita
antisemitismo 02
Nei quartieri a maggioranza di commercianti ebrei lo spray della follia disegna il simbolo nazista. In Prati affissi manifesti inneggianti alla lotta contro Israele: “Ogni palestinese è come un camerata! Stesso nemico stessa barricata”

Scritte antisemite, con svastiche, e pro Palestina sono apparse su alcuni muri della capitale. In particolare in zona San Giovanni, quartiere dove molte attività commerciali sono storicamente di proprietà di famiglie di ebrei, sono state disegnate svastiche in via Appia Nuova. In affissioni invece su muri di via Cola di Rienzo, al quartiere Prati, si legge “ogni palestinese è come un camerata! Stesso nemico stessa barricata”.
PACIFICI. “Questa mattina Roma si è svegliata nel peggiore dei modi. I suoi muri sono stati imbrattati da decine di scritte neonaziste inneggianti odio nei confronti degli ebrei. Dall’Appia fino in Prati, dal centro storico alla periferia, svastiche, insulti e minacce di morte hanno tappezzato le serrande dei commercianti. La mente corre al 1993, quando alcune stelle gialle furono attaccate all’entrata dei negozi di proprietà di ebrei. Oggi Roma e l’Italia sono diverse, le Istituzioni sono con noi nel rispetto dei principi costituzionali. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, per questo facciamo appello al sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, e al Questore di Roma per individuare gli autori di questi gesti nella speranza che anche le attività di prevenzione possano arginare questa campagna di odio. Roma non può diventare come Parigi dove gli ebrei sono assaltati, le sinagoghe circondate e girare con la kippà in testa – il copricapo ebraico – è un pericolo concreto. Siamo fiduciosi che le forze di sicurezza e le autorità politiche prenderanno in considerazione ogni iniziativa volta a prevenire ciò che la Francia ha sottovalutato per troppi anni”. Lo dichiara in una nota il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.
IL PD ROMA.  “Stanotte le serrande di alcuni esercizi commerciali di via Appia nuova sono state imbrattate con svastiche e manifesti con su scritto ‘Anna Franki Cantastorie’. In via Cola di Rienzo invece sono stati affissi manifesti ‘Ogni palestinese è come un camerata. Stesso nemico stessa barricata’. E’ l’ennesima offesa a Roma, alla nostra memoria e alla nostra storia di città antifascista e antinazista, Medaglia d’oro della Resistenza. Esprimiamo la nostra solidarietà ai commercianti colpiti da questi attacchi indegni e a tutta la comunità ebraica di Roma. Chiediamo che il Comune di Roma si adoperi subito per la defissione e le forze dell’ordine per individuare e punire i responsabili: gli ideatori di questi manifesti ma anche chi praticamente li stampa e li attacca”. Così in una nota per la Segreteria del Pd cittadino Enzo Foschi e Marco Tolli.
MIRKO CORATTI. “Le scritte e i manifesti antisemiti comparsi nottetempo in alcune strade della città sono una intollerabile provocazione contro Roma e la sua comunità cittadina. Sono certo che le forze dell’ordine sapranno individuare rapidamente e assicurare alla giustizia i responsabili di questa vile aggressione contro la comunità ebraica della capitale che offende la coscienza democratica e antifascista dei cittadini romani. Esprimo alla comunità ebraica di Roma tutta la mia solidarietà e vicinanza interpretando in tal modo il sentimento anche dell’Assemblea Capitolina e della stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Roma città aperta, tollerante e centro della spiritualità mondiale respinge qualsiasi rigurgito di intolleranza razziale e con essa la mostruosità di un passato che ha consegnato alla storia tutto l’armamentario dei lugubri aguzzini autori e fautori della tragedia dell’olocausto”. Lo afferma in una nota il Presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti.