Il dolore più grande irrompe nel ritiro della nazionale olandese. Cody Gakpo e la compagna Noa van der Bij hanno annunciato la perdita del bambino che aspettavano. Nonostante il lutto, l’attaccante del Liverpool ha deciso di restare con i compagni in vista della sfida contro il Marocco, chiedendo rispetto per la privacy della famiglia.
Il messaggio che ha commosso il mondo del calcio
Doveva essere un periodo di attesa e speranza, si è trasformato invece in uno dei momenti più dolorosi che una famiglia possa vivere. Cody Gakpo e la compagna Noa van der Bij hanno comunicato attraverso i social di aver perso il bambino durante la gravidanza. Un annuncio affidato a poche parole, ma cariche di sofferenza, con cui la coppia ha voluto ringraziare tutti per la vicinanza ricevuta, ricordando che quel figlio resterà per sempre parte della loro famiglia.
Anche l’attaccante del Liverpool ha condiviso il messaggio, spiegando che lui e i suoi cari stanno attraversando un momento estremamente difficile e chiedendo comprensione e riservatezza in una fase tanto delicata.
Un segno di speranza dopo il dolore
Nelle ore successive Noa ha raccontato un episodio che ha dato alla coppia un piccolo conforto. Dopo aver acceso una candela in chiesa, lei e Gakpo hanno trascorso del tempo con il loro primogenito Samuel in un parco giochi. Proprio lì hanno incontrato un bambino che portava il nome Elijah, lo stesso scelto per il figlio che non è mai nato. Un dettaglio vissuto come un segno di speranza e di vicinanza spirituale nel pieno del dolore.
La decisione di restare con la squadra
Nonostante il lutto, Gakpo ha scelto di non lasciare il ritiro della nazionale olandese. Una decisione maturata insieme alla compagna e condivisa con lo staff tecnico. La federazione dei Paesi Bassi ha espresso la propria vicinanza alla famiglia, sottolineando che la scelta del calciatore sarà pienamente rispettata e invitando media e tifosi a tutelarne la privacy.
L’attaccante sarà quindi a disposizione dell’Olanda per il prossimo impegno mondiale contro il Marocco. Una partita che, inevitabilmente, passerà in secondo piano davanti a un dolore capace di fermare il tempo, anche per chi è abituato a convivere con le pressioni del grande calcio.

