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Trump e Infantino: un rapporto ben al di là della politica sportiva

L’ennesimo endorsment del tycoon che propone il numero uno del calcio mondiale segretario ONU non è passato inosservato

Trump e Infantino: un rapporto ben al di là della politica sportiva
(Fonte immagine: La Presse)

Gianni Infantino indicato da Donald Trump come segretario dell’ONU. Secondo il presidente degli USA, l’attuale presidente della FIFA è l’uomo giusto per prendere in mano le redini delle Nazioni Unite. Il tycoon ritiene che nessuno, come il numero uno del calcio mondiale, sia capace di unire le persone. E, secondo i maligni, di assecondarlo.

Trump e Infantino, sempre più vicini dopo il Mondiale

Trump e Infantino: un rapporto ben al di là della politica sportiva

Infantino segretario Onu è uno scenario oggi tutt’altro che scontato ma che conferma come e quanto il presidente della FIFA sia ormai uno degli interlocutori internazionali più vicini a Donald Trump, ben oltre i confini del calcio. Merito, secondo i detrattori di entrambi, della spiccata capacità di Infantino, quasi imbattibile, nel non saper mai dissentire. La storia recente, del resto, alimenta chi vuole esercitarsi nella dietrologia: dal cartellino rosso sventolato ai giornalisti nel primo incontro, al caso Balogun, che ha scosso i mondiali di calcio minando la credibilità della giustizia sportiva e passando attraverso l’Oscar della pace, la lista di occasioni legate a un rapporto amichevole più che istituzionale è abbastanza lunga.

Trump e Infantino: quanti episodi fra diplomazia e amicizia

Nel settembre 2020, Gianni Infantino partecipa agli accordi di Abramo pur non ricoprendo alcuna carica diplomatica. Altra polemica quando la FIFA apre un nuovo ufficio nella Trump Tower di New York, pur disponendo già di una sede a Miami. Non passa inosservato quando il presidente USA si impossessa, di fatto, della copia della Coppa del Mondo in occasione della presentazione del trofeo. Controverso anche il Premio per la Pace FIFA, riconoscimento più o meno coincidente al premio Nobel per la Pace, assegnato all’oppositrice venezuelana María Corina Machado. Un premio che fra l’altro Infantino decise di istituire senza informare preventivamente gli organi direttivi della federazione.

L’endorsment non basta: gli ostacoli verso il palazzo di vetro

Trump e Infantino: un rapporto ben al di là della politica sportiva
il profilo del presidente FIFA è sempre stato molto discusso

Collegare gli episodi all’endorsment di Trump è malizioso. L’unica certezza è che i criteri di eleggibilità del segretario Onu, secondo il tycoon, dipingono l’identikit di Gianni Infantino. Il presidente USA non lascia spazio alle interpretazioni: “Il numero uno della FIFA è rispettato in tutto il mondo e ha una capacità speciale di unire le persone”. Tesi che, per ora e al netto delle ipotesi, si scontra con diversi ostacoli: in primis, la nazionalità. Infantino è svizzero e la guida dell’ONU dovrebbe spettare a un rappresentante dell’America Latina. Inoltre, la sua eventuale nomina dovrebbe ottenere il via libera del Consiglio di Sicurezza che, a sua volta, necessita anche del consenso di Cina e Russia. Insomma, il sostegno non basta. La strada verso il Palazzo di Vetro è in salita.