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Balogun, chi è il bomber Usa graziato dalla FIFA dopo il rosso: carriera, gol e il ruolo di Trump nella vicenda

Balogun torna disponibile per Usa-Belgio dopo il pressing di Trump. Biografia e carriera dell’attaccante a stelle e strisce

Balogun, chi è il bomber Usa graziato dalla FIFA dopo il rosso: carriera, gol e il ruolo di Trump nella vicenda

Folarin Balogun è un attaccante degli Stati Uniti e del Monaco, nato a New York nel 2001 e cresciuto calcisticamente nell’Arsenal. La FIFA non ha cancellato il cartellino rosso: ha sospeso per un anno l’esecuzione della squalifica, rendendolo disponibile per Usa-Belgio.

Balogun, da Brooklyn a Londra: la storia del numero 9 americano

Folarin Jerry Balogun è nato a Brooklyn il 3 luglio 2001 da genitori nigeriani. La sua storia americana comincia quasi per caso e diventa destino calcistico molti anni dopo. Pochi mesi dopo la nascita si trasferisce con la famiglia in Inghilterra, cresce a Londra e entra nel vivaio dell’Arsenal, dove si forma come centravanti rapido, diretto, abituato ad attaccare la profondità.

Nel settore giovanile dei Gunners segna tanto, soprattutto nell’Under 18, dove firma 25 gol in 19 partite nella stagione 2018-19. Il debutto in prima squadra arriva il 29 ottobre 2020 in Europa League contro il Dundalk, partita in cui entra, segna e serve anche un assist.

Il salto vero arriva lontano da Londra. Prima il prestito al Middlesbrough, in Championship, con 18 presenze e 3 gol tra gennaio e maggio 2022. Poi la stagione che gli cambia la carriera, quella allo Stade Reims. In Ligue 1 segna 21 gol in 37 partite, numeri da centravanti maturo più che da promessa in cerca di minuti.

Arsenal, Reims, Monaco: quanto vale Balogun

Nell’agosto 2023 il Monaco lo compra dall’Arsenal. Transfermarkt indica un’operazione da 30 milioni di euro più 10 milioni di bonus potenziali, con una clausola del 17,5% sulla futura rivendita a favore dei Gunners.

Per il Monaco è un investimento da prima fascia. Su un contratto fino al 30 giugno 2028, il costo del cartellino da 30 milioni produce un ammortamento vicino ai 6 milioni l’anno, bonus esclusi. Se scatteranno tutti gli extra, il conto complessivo salirà verso i 40 milioni. Per l’Arsenal, invece, la vendita ha significato una plusvalenza molto ricca, essendo Balogun un prodotto dell’accademia. La percentuale sulla rivendita permette ai londinesi di restare dentro un futuro affare, nel caso in cui il Monaco dovesse cederlo a una cifra superiore.

Il valore sportivo è aumentato anche con la nazionale. Balogun poteva scegliere tra Stati Uniti, Inghilterra e Nigeria. Nel 2023 ha optato per gli Usa e ha segnato il suo primo gol con la nazionale nella finale di CONCACAF Nations League contro il Canada, vinta dagli americani.

Mondiali 2026, Balogun: il rosso con la Bosnia e la squalifica sospesa dalla FIFA

Il caso esplode durante il Mondiale 2026. Balogun viene espulso nella vittoria degli Stati Uniti contro la Bosnia-Erzegovina, gara dei sedicesimi finita 2-0. L’attaccante aveva segnato il gol d’apertura prima del rosso, arrivato dopo revisione VAR per un intervento sul difensore bosniaco.

All’inizio sembrava tutto già scritto: squalifica automatica e niente ottavo contro il Belgio. Poi la FIFA ha applicato l’articolo 27 del Codice disciplinare con la sospensione dell’esecuzione della squalifica per un periodo di prova di un anno. Il rosso resta quindi nel fascicolo disciplinare, ma Balogun può giocare. Se commetterà un’infrazione simile durante il periodo di prova, la sanzione potrà essere riattivata insieme a eventuali nuove punizioni.

Balogun, Trump, Infantino e la protesta del Belgio

Il nome di Donald Trump entra nel caso prima della decisione FIFA. Axios ha riferito che il presidente americano ha contattato Gianni Infantino per chiedere chiarimenti sulla squalifica. Il Guardian parla di telefonate e di un coinvolgimento della task force della Casa Bianca sul Mondiale 2026, con contestazioni legate all’uso del VAR e del rallenty nella valutazione dell’intervento.

Dopo la sospensione della squalifica, Trump ha ringraziato la FIFA su Truth Social per aver rimediato a quella che ha definito una grave ingiustizia

Il Belgio non l’ha presa bene. Axios riferisce che la federazione belga si è detta sorpresa dalla decisione e ha valutato le opzioni per tutelarsi.

Balogun torna così al centro dell’attacco americano proprio nella notte che può spingere gli Stati Uniti ai quarti.

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