Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Uccise in gita da una roccia. Ventotene, condannato il sindaco

Uccise in gita da una roccia. Ventotene, condannato il sindaco

Sull’isola pontina il 20 aprile del 2010 due quattordicenni furono centrate in pieno da due metri cubi di roccia e tufo. All’epoca si disse che non era possibile prevedere la tragedia, ora il tribunale di Terracina ha condannato tutti e quattro gli imputati

Sara Panuccio e Francesca Colonnello, due studentesse quattordicenni della scuola “Anna Magnani” di Roma, il 20 aprile del 2010 erano in gita scolastica sull’isola di Ventotene quando due metri cubi di roccia e tufo caduti da un’altezza di massimo sei metri, le hanno centrate in pieno, uccidendole mentre si trovavano sulla spiaggia di Cala Rossano.
Di una maledetta fatalità raccontarono i soccorritori che si trovano sull’isola, aggiungendo che il materiale staccatosi dal costone di roccia è ben poco e sarebbe bastato che le ragazze fossero una decina di metri più in là e non sarebbe accaduto nulla. Su quella stessa spiaggia appena un anno prima era stata messa in sicurezza la parete rocciosa da cui si è staccato il costone che ha travolto e ucciso le due ragazze romane. Il sindaco Giuseppe Assenso all’epoca affermò che non era possibile prevedere la tragedia, ora il tribunale di Terracina lo ha condannato a due anni e quattro mesi insieme al tecnico comunale Pasquale Romano. Il giudice del tribunale di Terracina Carla Minichetti, ha deciso per gli altri due imputati, il responsabile del genio civile Luciano Pizzuti, e l’ex sindaco Vito Biondo, un anno e dieci mesi, escludendo la cooperazione colposa e riconoscendo le attenuanti generiche.
Nel Lazio, secondo i geologi, sono oltre il 98% i Comuni che presentano nel proprio territorio aree a rischio frane o alluvioni, ma tra questi soltanto il 20% svolge un lavoro complessivamente positivo di mitigazione del rischio idrogeologico.