Mattina da dimenticare per quanti hanno cercato di raggiungere in macchina il posto di lavoro. La zona più critica è quella del quadrante Nord dove gli automobilisti sono costretti ad inventarsi un itinerario alternativo per evitare la frana che sta coinvolgendo Monte Mario. Chiusa la Panoramica e la Trionfale, Viale delle Medaglie d’Oro si è trasformata in un’autostrada di macchine in colonna.
Non solo maltempo, a complicare la giornata un maxi tamponamento intorno alle 7.15 su via Flaminia in entrata verso Roma. Nello scontro sono rimaste coinvolte due autovetture e due autocarri venuti a contatto all’altezza del centro commerciale Euclide. I feriti, non gravi sono stati soccorsi dal personale del 118 e da vigili.
Più gravi le conseguenze di un incidente che ha coinvolto intorno a mezzanotte e mezza due tram. I mezzi si sono tamponati su viale Regina Margherita, all’altezza del civico 157. A causa dell’impatto uno dei tranvieri è rimasto ferito e trasportato in codice rosso all’ospedale Umberto I.
Nel frattempo a piazzale dei Partigiani un centinaio di persone si sono radunate al presidio del Coordinamento 9 dicembre, in attesa dell’arrivo di altri “cittadini” che già sono in città nei tre campeggi di Roma Nord predisposti per dare il via al corteo dei “forconi”.
C’è chi per farlo pensa di andare direttamente a Montecitorio oggi, come un gruppo da Udine che punta a consegnare le petizioni al Parlamento, anticipando la mobilitazione prevista per domani e dopodomani. Ma dal presidio davanti alla stazione Ostiense invitano a restare compatti: “Non ci hanno rinnovato il permesso. Ieri le forze dell’ordine hanno tentato di spostarci, ma siamo rimasti calmi – dichiara il coordinatore Alessio Provaroni – È una settimana che chiediamo incontri al Comune per risolvere il problema ma ci rispondono sempre di essere impegnati e di non poterci ricevere”. Nell’attesa è arrivato anche il leader dell’ala “dura” Danilo Calvani.
“Abbiamo cambiato strategia, non ammasseremo la gente in un giorno solo, ma la distribuiremo in più giorni, a turni. Più che una minaccia è un’appello quello dell’agricoltore pontino – Faremo un presidio a oltranza, non escludiamo manifestazioni eclatanti ma civili e non violente”.

