Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Una Capitale sempre più calda, l’allarme di Greenpeace: oltre un milione di residenti vive in isole di calore

Una Capitale sempre più calda, l’allarme di Greenpeace: oltre un milione di residenti vive in isole di calore

Temperature superficiali fino a 44,8 gradi, verde insufficiente e oltre un milione di residenti nelle aree più vulnerabili

Una Capitale sempre più calda, l’allarme di Greenpeace: oltre un milione di residenti vive in isole di calore

Il rapporto fotografa una città sempre più esposta al surriscaldamento urbano: circa 1,1 milioni di persone vivono nelle aree più vulnerabili, mentre la carenza di verde e l’eccesso di superfici cementificate amplificano gli effetti delle ondate di calore

Un milione di cittadini esposti alle isole di calore urbane più intense, temperature superficiali che sfiorano i 45 gradi e una città che fatica sempre più a mitigare gli effetti delle ondate di caldo. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto pubblicato da Greenpeace Italia nei giorni scorsi, che analizza l’impatto del surriscaldamento urbano nei principali centri italiani. Stando allo studio, nella Capitale circa 1,1 milioni di residenti, circa il 40% della popolazione, vivono in aree classificate come soggette a isole di calore intense o molto intense. Ancora più significativo è il dato secondo cui il 99% dei romani risiede in zone che durante l’estate raggiungono temperature superficiali superiori ai 40 gradi.

Temperature record e quartieri vulnerabili: la mappa del surriscaldamento e le soluzioni da attuare

Le elaborazioni di Greenpeace, basate su dati satellitari e indicatori territoriali relativi all’estate 2025, indicano per Roma una temperatura superficiale massima media pari a 44,8 gradi, uno dei valori più elevati registrati tra le grandi metropoli nostrane. A risultare particolarmente vulnerabili sono le aree caratterizzate da elevata densità edilizia, forte impermeabilizzazione del suolo e scarsa presenza di alberature, condizioni che favoriscono l’accumulo di calore durante il giorno e ne rallentano la dispersione nelle ore notturne.

Tra i quartieri maggiormente interessati dal fenomeno, invece, figurano diverse zone del quadrante centrale e orientale della città, comprese le aree intorno a Termini e all’Esquilino, oltre a numerosi quartieri della periferia est e sud-est. Qui il cemento, l’asfalto e le superfici artificiali assorbono infatti una quantità significativa di radiazione solare, contribuendo a creare temperature sensibilmente superiori rispetto alle aree più verdi. Dati che evidenziano come il cambiamento climatico non agisca in maniera uniforme sul territorio cittadino. Anzi, le sue conseguenze possono risultare amplificate o attenuate dalle scelte urbanistiche e dalla disponibilità di spazi verdi. Non è soltanto la temperatura dell’aria a determinare il disagio percepito dai cittadini, dunque, ma anche la capacità dell’ambiente urbano di raffreddarsi e offrire ombra, ventilazione naturale e superfici permeabili.

Negli ultimi anni Roma ha sperimentato estati sempre più lunghe e caratterizzate da frequenti ondate di calore. Le temperature massime registrate dalle stazioni meteorologiche superano ormai con regolarità i 35 gradi durante i periodi più intensi della bella stagione, ma nelle aree completamente esposte al sole le superfici di strade, piazze e marciapiedi possono raggiungere valori ben superiori. Eppure, la città eterna è spesso considerata una delle più verdi d’Europa grazie alla presenza di grandi parchi e aree naturali. Sfortunatamente, però, la disponibilità complessiva di verde non coincide precisamente con la sua distribuzione nei quartieri più densamente abitati. Molte aree residenziali e commerciali, ad esempio, presentano una copertura arborea insufficiente rispetto alle esigenze di una popolazione sempre più esposta agli eventi climatici estremi.

Per Greenpeace una soluzione efficiente potrebbe essere quella di attuare interventi di adattamento urbano: incremento delle alberature stradali, tutela del suolo permeabile, realizzazione di corridoi verdi, riduzione della cementificazione e recupero di spazi pubblici capaci di mitigare il calore. Misure che, in base al parere degli esperti, non rappresentano soltanto un investimento ambientale, ma un’ottima strategia a garanzia della salute pubblica e della qualità della vita dei residenti in una città destinata a confrontarsi con un incremento costante di estati torride e temperature record.